Festa dell'Europa, il monito di Mattarella: “Serve un cambiamento di rotta”

Il Presidente della Repubblica sceglie il giorno della Festa dell’Europa per mandare un messaggio a Bruxelles.

BELGIUM-EU-ITALY-DIPLOMACY

Oggi, in occasione della Festa dell’Europa, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è rivolto direttamente a Bruxelles, illustrando la propria visione dell’Europa e chiedendo un cambiamento di rotta.

L'Europa si fonda su grandi ideali, e di idealità ha bisogno per affrontare oggi le sfide globali. L'Europa non è soltanto un insieme di Stati che convivono nel medesimo continente. Il 65° anniversario della dichiarazione di Robert Schuman è per tutti noi un'occasione di riflessione, e anche un monito, perché le responsabilità delle classi dirigenti di oggi non sono meno impegnative di quelle dell'immediato dopoguerra.

Mattarella è partito dal passato, illustrando come sono cambiate le sfide dell’Europa nel corso degli ultimi sessant’anni:

Allora l'orizzonte dell'Europa era quello della ricostruzione e della pace. Porre fine per sempre alle guerre fratricide che per secoli avevano dilaniato i popoli europei. Dare stabilità e sicurezza al percorso intrapreso dopo la liberazione dal nazifascismo, e contribuire così a una stagione di crescita, di libertà, di maggiore giustizia. Grandi ideali e una visione dell'Europa nel mondo ispirarono l'azione dei padri fondatori dell'Unione. 'La pace mondiale - questo è l'esordio della dichiarazione di Schuman - non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano'. Grazie a quelle scelte, abbiamo avuto settant'anni di pace ed è stato costruito un modello sociale che rappresenta tuttora un traguardo in termini di diritti e di civiltà.

Il Presidente della Repubblica italiana ha poi proseguito spiegando che è sì necessario ricordare, fare memoria, ma bisogna anche guardare al futuro e capire quali sfide la società globale deve porre all’Europa, quali traguardi occorre fissare e come si intende raggiungerli. Occorre tornare un attimo coi piedi per terra:

Talvolta l'Unione si presenta ai cittadini con complicati tecnicismi e con una filosofia che sembra trascurare il lavoro che manca, le diseguaglianze crescenti, la solidarietà necessaria. Noi che siamo europeisti, non ci stanchiamo di sostenere una maggiore integrazione politica dell'Europa. Serve a questo scopo un cambiamento di rotta per ridurre gli squilibri interni e rivitalizzare le energie penalizzate da eccessi di austerità. La caduta degli investimenti nel nostro continente è stata pesante negli ultimi anni: occorre utilizzare tutte le risorse disponibili - a partire dall'attuazione e dal rafforzamento del piano Juncker - affinché l'Europa torni a essere vettore di sviluppo: uno sviluppo nuovo e sostenibile.

Mattarella ha proseguito bacchettando l’Unione Europea, sottolineando come oggi, in un mondo che si trova a vivere cambiamenti di portata epocale, non possiamo girare la testa dall’altra parte, non possiamo permetterci di essere egoisti. E non si parla soltanto di immigrazione, ma anche del problema del lavoro che manca:

Ci vuole meno egoismo per dare ai nostri giovani europei una prospettiva di lavoro, di vita, di relazioni sempre più intense. Meno egoismo per affrontare in modo positivo il dramma delle migrazioni. Meno egoismo per svolgere un ruolo efficace di pace in Africa e nel Medio Oriente.

Per cambiare, conclude Mattarella, bisogna muoversi, bisogna fare qualcosa:

“L’Europa non potrà farsi in una sola volta”, disse Schuman. Ma questo è un sollecito alla politica e alla saggezza, non certo un alibi all'inerzia

BELGIUM-EU-ITALY

Via | Quirinale

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO