Libia, missione militare Onu a guida italiana: i quattro punti di Federica Mogherini

A Palazzo di Vetro oggi si discute la risoluzione Mogherini: Russia e Cina non si oppongono, ma vietano le missioni dal cielo antiscafisti

17.29 - Intervenendo con un discorso in Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite Federica Mogherini, Alto commissario alla politica estera europea, ha definito la situazione nel Mediterraneo "senza precedenti", invocando una risposta "eccezionale, immediata e coordinata" da parte di una coalizione internazionale.

Il tasto su cui sembra battere con insistenza lady Pesc è, in particolare, quello della sicurezza, cosa che fa scendere in secondo piano l'aspetto meramente umanitario dell'emergenza migranti: i punti illustrati da Mogherini, quattro quelli salienti, riguardano infatti degli aiuti ai paesi di origine e di transito dei migranti, migliori controlli alle frontiere in Libia e nei paesi confinanti, una serie di missioni contro i trafficanti di esseri umani e gli scafisti e la suddivisione dei profughi attraverso un meccanismo di quote tra i Paesi dell'Unione.

"L'Unione europea è pronta a fare la propria parte assumersi le proprie responsabilità, anche se non è sempre stato così, lo riconosco. L'Ue può fare molto, faremo molto, ma non lo faremo da soli. [...] E' importante che Ue e Unione Africana possano lavorare in stretta collaborazione [...] aiutateci a a salvare vite umane e a smantellare le organizzazioni criminali".

ha chiarito Mogherini nel corso del suo intervento. L'Alto commissario Ue ha detto anche che il mandato dell'operazione navale in acque libiche è in via di elaborazione a Bruxelles e verrà sottoposto al Consiglio Europeo del 18 maggio, chiarendo e specificando tuttavia che anche in questo senso le intenzioni europee sono di lavorare a stretto contatto con le Nazioni Unite, specificando (ed è forse grave che lo abbia dovuto specificare) che le intenzioni italiane e comunitarie sono di rispettare la Convenzione di Ginevra dei diritti dell'uomo non respingendo le imbarcazioni di migranti.

13.20 - Secondo quanto riportato dalla BBC la Libia, tramite il suo ambasciatore alle Nazioni Unite, ha criticato la proposta dell’Unione Europea di sequestrare e distruggere le imbarcazioni usate dai migranti per fare la traversata dalla Libia all’Europa.

Le proposte dell'Alto commissario Federica Mogherini sono state ufficialmente definite come "preoccupanti" da parte dei libici:

"Il governo libico non è stato consultato da parte dell'Unione Europea. Ci hanno lasciato all'oscuro di ciò che sono le loro vere intenzioni sul tipo di azioni militari che stanno per prendere nelle nostre acque territoriali: questo è davvero preoccupante. [...] Vorremmo sapere come pensano di distinguere tra le imbarcazioni dei trafficanti e quelle dei pescatori."

ha dichiarato Ibrahim Dabbashi, ambasciatore libico all'Onu.

13:03 - Secondo quanto trapela dalle diplomazie europee e dagli uffici dell'Alto commissario Mogherini sarebbero quattro i pilastri su cui si fonda la strategia che l'Ue proporrà alle Nazioni Unite per fronteggiare l'emergenza sbarchi dal nordafrica, concentrandosi in particolare sulla Libia: aiuto ai Paesi di origine e transito dei migranti, controllo delle frontiere a sud della Libia e nei paesi limitrofi, missioni di sicurezza e difesa contro trafficanti e scafisti e infine, il punto più controverso, l'obbligatorietà della suddivisione dei profughi in base ad un meccanismo di quote.

Secondo "fonti europee" citate dall'agenzia Ansa per gli aiuti ai Paesi terzi e per il controllo delle frontiere, con interventi sulle infrastrutture per metterle in sicurezza, non ci sarebbero problemi di soldi, visto che l'Europa è il primo donatore mondiale e può attingere ad un budget di circa 20 miliardi per cooperazione e sviluppo.

11 maggio 2015, ore 10:40 - Oggi Federica Mogherini, Alto rappresentante europeo per la politica estera, sarà a New York per illustrare la strategia libica dell’Unione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, su invito della Lituania: entro la settimana ci potrebbe essere una risoluzione al Palazzo di Vetro che autorizzi una missione Ue nelle acque nordafricane per fermare i barconi dei trafficanti.

L'obiettivo numero uno della diplomazia europea è ottenere una risoluzione con il beneplacito, o il silenzio, di Cina e Russia e porre l'Italia alla guida di una coalizione internazionale per fronteggiare l'emergenza immigrazione dal nordafrica: secondo quanto trapelato dalle diplomazie europee l'Alto commissario Ue vorrebbe affrontare l’emergenza migranti nel Mediterraneo con una risoluzione ispirata al “Chapter VII” della Carta Onu, uno strumento giuridico che potrebbe autorizzare un’azione di forza con l'obiettivo di sbaragliare i trafficanti di uomini.

Secondo il Guardian il piano Mogherini prevede una serie di attacchi militari contro le imbarcazioni degli scafisti in Libia per frenare l’afflusso dei migranti verso l’Europa attraverso il mar Mediterraneo.

La direzione, dunque, dovrebbe essere quella già illustrata nelle scorse settimane: affondare i barconi o, comunque, impedirne la partenza anche con la forza, minando le basi del business dei trafficanti. Secondo quanto spiegato dal ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni, che ieri ha incontrato l'omologo russo Lavrov, il testo della risoluzione è stato condiviso con i membri Ue del consiglio di sicurezza: i due permanenti (Francia e Regno Unito) più Spagna e Lituania, e sul tavolo degli altri pezzi grossi, tra cui Russia e Cina, che si dicono pronti a votare la risoluzione: secondo quanto spiega il quotidiano LaStampa questa mattina le diplomazie italiane ed europee sarebbero ottimiste in virtù del precedente della risoluzione 1973/2011, quella (decisamente infausta) dell’attacco contro Gheddafi: i due membri permanenti del Consiglio di sicurezza, Cina e Russia, in quell'occasione scelsero l’astensione.

L’unico vincolo, nella nuova risoluzione libica proposta da Federica Mogherini, che sarebbe stato posto dai russi è quello di non distruggere le barche con attacchi dal cielo, cosa che limiterebbe il campo del testo; a Bruxelles tuttavia si fa notare che l’intervento giustificato di militari (anche con truppe di terra) ha ottime chance di essere consentito.

Il problema in realtà potrebbe essere anche un altro: Ibrahim Dabbashi, rappresentate della Libia alle Nazioni unite, ha dichiarato che non è stato consultato riguardo al piano europeo e che per questo è contrario.

US-UNITED NATIONS-BUILDING

Oltre alla risoluzione al Consiglio di Sicurezza Onu Federica Mogherini porterà al Consiglio Esteri Ue del 18 maggio prossimo una proposta per la creazione di un Cmc, acronimo inglese per "Concetto di gestione di crisi": si tratta di una missione euromediterranea di cui l'Italia assumerebbe la guida (per motivi geografici più che pratici), avendo anche facoltà di proporne comandante e sede (che potrebbe essere Roma). Il lancio della missione potrebbe avvenire definitivamente il prossimo giugno: secondo le indiscrezioni stampa Regno Unito, Francia e Spagna sarebbero già nella lista dei partecipanti e si ritiene che non dovrebbe essere difficile coinvolgere oltre dieci Paesi dell'Unione.

Il Cmc di fatto potrebbe essere una soluzione parallela, o alternativa, alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu: obiettivo è un pattugliamento europeo delle acque internazionali mediterranee più efficace, e semmai intervenire su richiesta dei governi libici, fino ad avvenuta risoluzione Onu per permettere l'avvicinamento alle coste ed eventuali truppe di terra antiscafisti.

(in aggiornamento)

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