Julian Assange, la Corte Suprema della Svezia respinge il ricorso

Confermata la richiesta di arresto per Assange, ricercato in Svezia per stupro e aggressione sessuale

La Corte Suprema svedese ha respinto il ricorso di Julian Assange di revocare il mandato d'arresto nei suo confronti: mr. WikiLeaks è ricercato dal 2010, in contumacia, per stupro ed aggressione sessuale.

Secondo il Tribunale di Stoccolma Julian Assange avrebbe imposto rapporti sessuali a due donne, una delle quali attivista femminista e segretaria dell'associazione "Brotherhood Movement".

Nel novembre del 2010 il Tribunale di Stoccolma ha spiccato un mandato d'arresto in contumacia per il fondatore di Wikileaks con le gravi accuse che tuttavia Assange ha sempre respinto: dal 2012 è rifugiato presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra per evitare l'estradizione in Svezia. A giorni il giornalista ed attivista sarà sentito dai magistrati svedesi che si recheranno a Londra.

A denunciare Julian Assange erano state le sue due ex amanti, che avevano appreso l'una dall'altra di aver aver avuto rapporti sessuali non protetti con l'uomo: per la legge svedese infatti rifiutarsi di usare il preservativo durante un rapporto si configura come stupro, accuse sempre respinte da Assange e da molti sostenitori di WikiLeaks, che accusano la magistratura svedese di essere di fatto succube ai voleri americani.

Il mandato di arresto era stato infatti emanato nei giorni in cui WikiLeaks stava pubblicando alcuni rapporti riservatissimi della diplomazia americana: per questo anche Washington reclama la sua estradizione imputandogli d'aver diffuso via internet documenti militari e diplomatici segreti. Se riconosciuto colpevole anche in USA Assange rischia una durissima condanna.

(in aggiornamento)

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