La cattura di Osama bin Laden è stato un falso? La Casa Bianca smentisce

Un premio Pulitzer rivela che tutta la ricostruzione dell'esecuzione di bin Laden è un falso

This frame grab from the Saudi-owned television ne

20.00 - La Casa Bianca ha respinto le accuse del reporter Seymour Hersh, secondo il quale il Presidente Barack Obama avrebbe mentito sul raid contro Osama Bin Laden, prendendosi l'intero merito di un'operazione mai esistita.

Secondo quanto riferisce il portavoce per la Sicurezza Nazionale statunitense Ned Price l'articolo del giornalista sarebbe "privo di fondamenta", chiarendo che la nozione secondo cui l'operazione sarebbe stata completamente attuata dagli Stati Uniti è totalmente falsa.

La cattura di Osama bin Laden è stato un falso? Nuove accuse su Obama

11 maggio 2015, ore 14:34 - Barack Obama avrebbe mentito agli americani sul ruolo delle forze speciali pachistane nel raid che uccise Osama Bin Laden: questa la pesantissima accusa lanciata dal premio Pulitzer Seymour Hersh, che in un articolo di ieri su “London Review Of Books” parla di menzogne della Casa Bianca e della CIA, più o meno su ogni aspetto del raid. In pratica nulla di quello che sappiamo dell'operazione che ha portato alla cattura e all'uccisione del capo di Al Qaeda è vero, e sarebbe stato tutto organizzato per garantire la rielezione di Obama nel 2012.

Secondo Hersh, nel 2011, quando avvenne il raid, Osama era prigioniero dei pakistani già da cinque anni, e si trovava rinchiuso nel compund di Abbottabad. Già da tempo quindi non era più il leader del gruppo terroristico. Gli Usa vennero a conoscenza solo molto tempo dopo il 2006, anno della cattura effettiva, che lo "sceicco del terrore" era in mano pakistana, e lo seppero da un ufficiale dell’intelligence pakistana (il quale vendette il segreto per 25 milioni di dollari) e non durante l’interrogatorio ad un corriere di Al Qaeda, come riferito nella "vulgata" ufficiale.

Gli Usa avrebbero "comprato" la collaborazione del Pakistan, negoziando a lungo le modalità dell'operazione. Le polemiche successive riguardo il fatto che il raid fosse avvenuto in territorio pakistano erano quindi solo una messa in scena per tutelare il governo di Islamabad. Raggiunto l'accordo, l'intelligence pakistana isolò la zona in cui era prigioniero Osama e si assicurò che nulla interferisse con l'operazione Usa. Quando i Navy Seals arrivarono non ci fu nessuno scontro a fuoco, ma solo l'esecuzione di bin Laden, descritto come un uomo ormai stanco e indebolito. Sarebbe falsa anche la versione che vuole lo sceicco sepolto in mare: il suo corpo sarebbe stato bruciato in Afghanistan.

Ma le bugie dell'amministrazione Usa non sarebbero finite qui. Sempre secondo Hersh, l'accordo con il Pakistan prevedeva che gli Usa attendessero una settimana prima di dare la notizia, e dicessero che bin Laden era stato ucciso da un drone. Obama invece violò il patto prendendosi immediatamente il merito dell'operazione e oscurando il ruolo del Pakistan. La decisione costrinse i consulenti di Obama a rimettere mano a tutta la ricostruzione della vicenda. I rapporti diplomatici tra i due paesi ne uscirono fortemente compromessi.

Sempre secondo il resoconto di Hersh, gli Usa imbastirono una grossa operazione mediatica, facendo anticipare il raid da settimane di notizie sulle minacce di Al Qaeda e mirate a mostrare come Osama fosse ancora una figura centrale, in modo da renderne accettabile l'esecuzione. Rivelazioni clamorose che mettono in ombra la figura di Obama e che potrebbero essere utilizzate contro i Democratici nella campagna elettorale per la Casa Bianca. Soprattutto perché all'epoca della cattura, il Segretario di Stato era Hillary Clinton.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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