Civati:"Referendum contro l'Italicum. Toglieremo nominati dalle liste"

Civati lancia un segnale a Prodi: "Sarà contento del Referendum"

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Dopo essere uscito dal Partito Democratico, Pippo Civati non perde tempo e lancia subito la sua sfida all'Italicum. Il politico monzese ha annunciato, sul suo blog, che domani, in Senato, presenterà un'iniziativa referendaria "per togliere i nominati dalle liste".

Ricordiamo che la nuova legge elettorale, ratificata da Mattarella la settimana scorsa, prevede capilista bloccati per cento collegi. Questo strumento darà alle segreterie dei partiti la possibilità di stabilire a priori chi entrerà in Parlamento. Secondo questo meccanismo, inoltre, è facile prevedere che il voto degli elettori rischia di essere in parte vanificato, visto che saranno poche le liste in grado di far eleggere più di un parlamentare a circoscrizione.

Civati, pur essendo in disaccordo con altre parti dell'Italicum, ha deciso di puntare sui capilista per il Referendum. La scelta è stata obbligata, perché una legge elettorale non può essere abrogata nella sua totalità. Forse verrà posta anche la questione delle cosiddette pluricandidature, ovvero la possibilità di presentare un candidato in più collegi, consentendo al candidato stesso di scegliere per quale collegio optare.

Scrive Civati:

"Sarà contento chi come Romano Prodi oggi dichiara che le riforme sono preoccupanti, esattamente come lo sono le pluricandidature. La nostra proposta è ovviamente aperta al contributo di altri, come sempre"

Pare che queste parole siano proprio un invito al Professore a spendersi per la campagna referendaria. E porpio oggi l'ex Presidente del Consiglio ha dichiarato a Sky Tg 24:

"Sull’Italicum ho sempre preferito non pronunciarmi. Ci sono aspetti che turbano, come i 100 capolista e soprattutto la pluralità di candidature, per cui alla fine si viene a gestire dall’alto un numero rilevantissimo di parlamentari"

I dettagli della campagna referendaria saranno diffusi domani da Civati insieme al costituzionalista Andrea Pertici dell'associazione Possibile.

Le iniziative referendarie per abrogare l'Italicum potrebbero essere più d'una, vederemo cosa faranno Lega Nord e Forza Italia. Tuttavia, segnaliamo subito che la strada per i promotori non è in discesa. Tra i costituzionalisti, infatti, non c'è accordo sulla legittimità del referendum.

C'è chi sostiene, infatti, che le parti della norma sono tutte interconnesse, e abrogarne una vorrebbe dire cancellarla. Cosa, questa, che la Corte Costituzionale non potrebbe accettare. Ma si registrano anche pareri di segno opposto, come quello della professoressa Lorenza Carlassare, docente emerito di Diritto costituzionale all’Università di Padova, che in ogni caso precisa:

"Il referendum è possibile, ma bisogna scrivere molto bene i quesiti perché le norme che rimangono consentano di avere una legge in vigore, come ha stabilito la Corte costituzionale più volte. E allora secondo me bisogna puntare ad abrogare le parti più gravi"

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