L'intervista di Renzi su Repubblica: "Basta con la sinistra masochista"

"Non c'è nessuno smottamento al centro; ma serve un partito riformista".

Sembra che una delle questioni più urgenti, al momento, per Matteo Renzi non sia quella della riforma della scuola, nemmeno si parla più così tanto dell'Italicum o della banda ultralarga che verrà. Al momento, sembra che la preoccupazione principale di Renzi sia quella di convincere tutti che il Partito Democratico è ancora di sinistra. Una preoccupazione che segnala come, forse, la fuoriuscita di Civati, la futura di Fassina e il progetto della "cosa arancione" che quasi sicuramente ne sortirà un po' preoccupano Renzi.

Niente di che, sia chiaro, visti anche i flop messi in fila dalla sinistra nei vari tentativi di dare vita a qualcosa di nuovo, ma non si capisce altrimenti come interpretare le tante parole rassicuranti che Renzi ha distribuito ai lettori di Repubblica nella sua intervista:

"Questo partito sta facendo i conti con una 'crisi di crescita': da sinistra sono arrivati più di quanti se ne siano andati. Penso a Gennaro Migliore, Di Salvo e tanti con loro. Quindi non è vero che c'è un rischio di smottamento al centro, un rischio di perdita di identità. Ma quello che serve probabilmente oggi è una riflessione culturale un pochino più grande. Chi se ne va merita tutto il mio rispetto, ma andarsene per fare cosa? Per fare un movimento personale?".

Fin qui, sembra più che altro che a garantire la tenuta a sinistra del Pd sia Migliore. Un compito improbo. Ma Renzi ci tiene pure a chiarire il senso di Partito della Nazione:

"Vuol dire che è un minestrone indistinto in cui entrano tutti? No, è un partito di sinistra che è in grado di esprimere un'idea riformista del paese e della politica, che si apre, che si allarga agli elettori che possono essere elettori di sinistra radicale o moderata, non ci vedo nulla di male. Il partito della Nazione è la continuazione del Pd".

Se ancora non basta, ecco che arriva una delle più classiche dicotomie genziane: la sinistra riformista vs la sinistra masochista. Approfittando anche di quanto avvenuto in Regno Unito:

"La sinistra riformista è quella che prova a vincere. È di sinistra fare leggi come il divorzio breve, come l'autoriciclaggio, come reintroduzione del falso in bilancio, come la legge sulla cooperazione internazionale, gli ecoreati, gli 80 euro alle fasce più deboli? Per me sì".

E come la si mette con l'abolizione dell'articolo 18?

"Quello che stiamo facendo sul mercato del lavoro oggi in Italia lo ha fatto Schroeder in Germania dieci anni fa e Clinton negli Usa 20 anni fa. Certo è della sinistra riformista dare nuove tutele. In Inghilterra è accaduto che la scelta di Ed Milliband come candidato della sinistra ha spostato il partito su una posizione più di sinistra e ha consentito a Cameron di avere la strada per la rielezione più agevolata. Si vince su un profilo riformista, che non vuol dire centro".

Italicum Matteo Renzi

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