UK: Governo Cameron pronto ad abolire lo Human Rights Act

A volere il provvedimento anche il neo ministro della Giustizia britannico, che in passato si è detto favorevole alla pena di morte per impiccagione

Prime Minister David Cameron Holds A Meeting On Education

I Tories hanno vinto a sorpresa le ultime consultazioni politiche nel Regno Unito. In virtù dei voti conquistati e del sistema uninominale, il nuovo esecutivo sarà 100% conservatore. Dunque il riconfermato premier David Cameron potrà dedicarsi ad attuare nei prossimi cinque anni il suo programma di governo, contenuto nel manifesto elettorale.

Uno dei punti più controversi del programma conservatore, come documenta anche l'Indipendent di lunedì, è senz'altro quello inerente alla revoca dello Human Rights Act. Questa norma fu approvata in Inghilterra nel 1998, quando al governo c'erano i laburisti. Il suo scopo era quello di incorporare nel diritto britannico le direttive contenute nel trattato della Convenzione dei diritti Umani e delle libertà fondamentali (Cedu), redatto dal Consiglio d'Europa.

La legge, che fu approvata da Londra con ritardo rispetto ad altri paesi del continente, ha finito con il legare definitivamente il Regno Unito alla Ue e statuisce 15 diritti fondamentali (tra i quali il diritto alla vita, alla libertà di opinione e di espressione, alla privacy e al giusto processo). Nei paesi che hanno recepito la Cedu, cittadini e organizzazioni possono ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con sede a Strasburgo, che ha l'ultima parola qualora fosse interpellata su procedimenti ingiusti ed eventuali violazioni.

Ora i conservatori pensano che sia giusto restituire pieni poteri alla Corte Suprema britannica, cancellando così i vincoli con la Corte di Strasburgo. Questa svolta è fortemente voluta dai Tories, al fine di inasprire ulteriormente le politiche sull'immigrazione e di contrasto alla criminalità. Inoltre, si presenta come il frutto di in una strategia più ampia adottata da Cameron, che include anche il referendum sulla Brexit del 2017: ovvero ridurre al minimo tutte le relazioni con Bruxelles.

Che Cameron faccia sul serio sull'argomento Human Rights Act è confermato dalla scelta ministro della Giustizia, Michael Gove (nella foto con il premier). Quest'ultimo è già stato ministro dell'Istruzione durante il precedente mandato di Cameron, ma poi fu "dimissionato" per le numerose proteste del mondo della scuola che portarono ad una serie di scioperi durissimi. Ora, però, il leader dei Tories ha deciso di ripescarlo per un dicastero chiave.

Gove, come ci ricorda il The Telegraph, è stato protagonista di numerose affermazioni discutibili in materia di diritto. Ad esempio, da editorialista del Times a metà anni novanta, chiedeva il ripristino della pena di morte per impiccagione.

Sempre il The Telegraph , ci ricorda altre esternazioni preoccupanti del neo ministro. Gli attacchi contro la retorica dei diritti umani si sprecano, supportati da ragionamenti che rispecchiano una inquietante pochezza intellettuale.

Intanto sui social network sono già partite molte campagne che esigono un ripensamento da parte del Governo Cameron.


Per i promotori delle varie petizioni, c'è il pericolo di un aumento degli abusi e delle espulsioni illegittime nei confronti degli extracomunitari. Inoltre, si potrebbe mettere a rischio anche il rapporto con l'Irlanda del Nord. Revocare la norma, infatti, significherebbe tradire i principi del Good Friday Agreement, soprattutto se si tiene presente che ai repubblicani dell'Ulster, che ritengano di essere stati vittime di soprusi della polizia e della giustizia di Londra, è oggi concesso l’appello a Strasburgo.

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