Iraq: Abu Alaa al-Afri, numero due Isis, ucciso da un raid aereo

Insieme a lui sarebbero morti anche molti mlitanti Isis, si trovavano nella stessa moschea obbiettivo del raid.

Bandiera Isis

Abdul Rahman Mustafa Mohammed, meglio conosciuto come Abu Alaa al-Afri è rimasto ucciso in seguito ad un attacco aereo compiuto dai droni americani in Iraq. La notizia è stata data dalla BBC che cita il governo iracheno e più precisamente un comunicato stampa diffuso dal ministero della difesa. L'uomo era in una moschea di Tal Afar dove avrebbe incontrato decine di militanti del sedicente stato islamico, molti dei quali hanno perso la vita nella stessa circostanza.

Se la notizia venisse confermata, sarebbe un duro colpo per il califfato già privato del suo leader Abu Bakr al-Baghdadi. Sulle sue condizioni c'è ancora molto mistero, le ultime notizie lo vogliono gravemente ferito, forse paralizzato. Quello che conta in questo momento è che oggi è stato colpito il numero due dell'organizzazione terroristica, quel al-Afrii che secondo molti era destinato a diventare il nuovo califfo.

Chi è Abu Alaa al-Afrii

Abu Alaa al-Afri, che sarebbe stato ucciso oggi non lontano da Mosul, da un raid aereo americano è un ex professore di fisica di origini turkmene. Come molti altri leader dello Stato Islamico sarebbe stato detenuto in un campo di prigionia americano. Nel suo passato una lunga militanza in Al Qaeda, secondo il Guardian già nel 1998 avrebbe iniziato il suo addestramento in Afghanista in un campo di Osama Bin Laden. Molto vicino ad al-Zarqawi, dopo la sua morte avrebbe addirittura assunto il comando di Al Qaeda in Iraq.

Grande esperto di teologia, molto più di al-Baghdadi, è autore di svariati trattati sulla sharia. Il suo profilo culturale, il suo carisma e la sua lunga esperienza lo ponevano fin dall'inizio tra i principali candidati alla guida del nascente Stato Islamico. Poi però al-Baghdadi si annunciò al mondo con il famoso video nella moschea di Mosul, pare fosse stato preferito lui poiché al-Afrii non poteva vantare una diretta discendenza dal profeta Maometto. Negli ultimi tempi ha lavorato per ricucire gli strappi tra i vari gruppi jihadisti, a partire da al Nusra.

Dopo le notizie a proposito del presunto ferimento, grave, di al-Baghdadi il suo nome era subito stato indicato come quello del possibile successore. Lo dimostra il fatto che sul suo capo pendesse una taglia da 7 milioni di dollari, la più alta dopo quella dello stesso califfo fissata a 10 milioni di dollari. Dagli Stati Uniti per ora non arrivano conferme sulla sua morte, serve dunque molta cautela, ma se la notizia fosse confermata sarebbe un duro colpo per lo Stato Islamico.

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