Il Vaticano riconoscerà lo stato di Palestina

Il tutto alla vigilia dell'incontro tra Papa Francesco e Abu Mazen. La "delusione" di Israele.

RUSSIA-PALESTINE-ISRAEL-DIPLOMACY

Dopo la Svezia, dopo il Regno Unito, è la volta del Vaticano. Ormai iniziano a essere numerosi i paesi europei che hanno preso a riconoscere lo Stato di Palestina, paese accettato come stato osservatore dell'Onu nel 2012 ma che non ha mai avuto dalla maggior parte dei paesi europei il riconoscimento formale. Adesso il Vaticano e la Palestina si siederanno a un tavolo per firmare un accordo ufficiale in cui si parla, per la prima volta, di stato di Palestina e non più di Olp (organizzazione per la liberazione della Palestina).

Il tutto avviene alla vigilia dell'incontro tra Papa Francesco e Abu Mazen che avrà luogo domenica prossima, prima della messa di canonizzazione di due suore nate in Palestina nell’Ottocento. Si tratta quindi di un lavoro preliminare su un concordato, che dà il via a una nuova pagina nei rapporti e continua sulla via del riconoscimento internazionale della Palestina, che secondo il Pontefice è la via per la soluzionedella questione arabo-israeliana.

Monsignor Camilleri, capo della delegazione vaticana che ha partecipato al bilaterale tra Vaticano e Palestina, spiega all'Osservatore Romano:

(Sono) tentativi di dare una soluzione definitiva, con il sostegno della comunità internazionale, alla questione già affrontata con la risoluzione 181 del 29 novembre 1947 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la quale prevedeva la creazione di due Stati, di cui finora uno solo ha visto la luce. Si segnalava, inoltre, che si poteva rispondere adeguatamente ai problemi esistenti nella regione solo impegnandosi effettivamente a costruire la pace e la stabilità nella giustizia e nel rispetto delle legittime aspirazioni, tanto degli israeliani quanto dei palestinesi, con la ripresa in buona fede dei negoziati. Il riferimento allo Stato di Palestina e quanto affermato nell’accordo sono dunque in continuità con quella che è stata allora la posizione della Santa Sede. Anche se in modo indiretto, sarebbe positivo che l’accordo raggiunto potesse in qualche modo aiutare i palestinesi nel vedere stabilito e riconosciuto uno Stato della Palestina indipendente, sovrano e democratico che viva in pace e sicurezza con Israele e i suoi vicini

Da parte di Israele, prevedibilmente, non è però arrivato una reazione positiva: "Siamo delusi, questa decisione non contribuisce a riportare i palestinesi al tavolo delle trattative per la pace". Si tratta invece di una nuova piccola vittoria per Abu Mazen, da anni ormai impegnata in una lenta ed estenuante battaglia per far sì che lo stato di Palestina prenda vita attraverso il lavoro diplomatico.

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