La scissione di Forza Italia e il piano di Verdini e Fitto

La strana coppia vuole provare a spaccare il partito di Berlusconi una volta per tutte. Ma i due che cos'hanno in comune?

La bizzarra idea (una delle tante di questi ultimi anni di continue giravolte) di Silvio Berlusconi di dare vita a un Partito Repubblicano sulla falsa riga di quello americano rischia di rimanere tale. Al massimo, anzi, si potrebbe pensare a una fusione con i repubblicani storici italiani, quelli dell'edera; anche perché se le cose vanno avanti così le percentuali tra non molto saranno abbastanza simili.

Malignità a parte, davvero non si capisce con chi il Cavaliere possa sperare di costruire il suo nuovo partito contenitore, visto che Salvini gli ha già risposto picche e che anche all'interno della stessa Forza Italia, più che a unire altre forze, si sta pensando a spaccare la propria. Stando al retroscena uscito oggi su Repubblica (e che, come sempre, è da prendere con le pinze) si sarebbe infatti creata una strana unione tra il formattatore pugliese Raffaele Fitto (che ha già spaccato il partito in vista delle regionali in Puglia) e l'ex nazareno Denis Verdini (che ha combattuto un'aspra battaglia sulle regionali in Toscana); l'obiettivo dei due sarebbe proprio quello di dare vita a nuovi gruppi parlamentari.

Fermi tutti: Verdini e Fitto assieme? La cosa, messa così, non ha molto senso. Fitto è quello che ha rotto con Berlusconi perché andava troppo dietro a Renzi; Verdini si è trovato più o meno escluso dal cerchio magico per essere, al contrario, eccessivamente filo-renziano. Ora i due progettano di unirsi durante pranzi segreti, ma unirsi in base a che cosa se le loro due strategie per la conquista e il mantenimento del potere sono diametralmente opposte?

Probabilmente, almeno per quanto riguarda il Parlamento, bisogna porre l'accento sulla parola "mantenimento". L'obiettivo in comune sarebbe infatti quello di scongiurare un ritorno alle urne prima del 2018 (con tanto di Italicum), anche perché Fitto non può permettersi di andare alla prova del voto prima ancora di aver minimamente consolidato la sua potenziale leadership. Ed ecco, quindi, che cosa accomuna i due. Creare un nuovo gruppo parlamentare di una cinquantina di deputati e senatori (ma questi numeri sono ancora lontani dal concretizzarsi) che faccia da opposizione ferma a Renzi salvo appoggiarlo su provvedimenti fondamentali.

E il provvedimento fondamentale per garantire la tenuta del governo si sa benissimo quale sia: la riforma del Senato. Verdini lo approverebbe così com'è; Fitto richiederà modifiche per far sentire la sua voce. Ma potrebbe essere questa strana coppia a lanciare un decisivo salvagente a Renzi, che se si dovesse incagliare su questo passaggio decisivo vedrebbe andare all'aria tutto il suo progetto.

Una volta garantita la sopravvivenza della legislatura, si potrà pensare a come andare "oltre" Forza Italia. E non è affatto detto che, in questo futuro, la strana coppia debba restare unita.

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