Burundi a rischio colera: decine di migliaia di profughi

Il 13 maggio il generale Godefroid Niyombare ha tentato il colpo di Stato, ma i responsabili del golpe sono stati arrestati.

Pierre Nkurunziza

Martedì 19 maggio 2015 - Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il Burundi è sempre più a rischio guerra civile e questo sta facendo precipitare la situazione sanitaria, già precaria, nel Paese: ogni giorno a Kagunga (un villaggio che ad aprile contava 11.000 abitanti e questa mattina ne contava oltre 90.000) arrivano da 500 a 2.000 profughi, denuncia l'Oms, e a causa delle pessime condizioni igieniche si sono già verificati i primi casi di colera.

Con l’arresto venerdì del generale golpista Godefroid Nyiombare si pensava che fosse tornata la calma ma non è stato così: la situazione dei profughi è spaventosa, sulle rive del lago Tanganica ci sarebbero 64.000 persone fuggite dal Burundi. Altre stanno arrivando ce ne sono molte ai confini.

Lunedì 18 maggio 2015 - Un portavoce di Pierre Nkurunziza ha riferito che il Presidente del Burundi ha deciso di sostituire i ministri degli Esteri e della Difesa. Al posto di Laurent Kavakure si insedia agli Esteri Alain Aimé Nyamitwe, mentre mmanuel Ntahonvukiye, un civile, va a prendere il posto di Pontien Gaciyubwenge alla Difesa. Intanto nel Paese continuano le proteste contro Nkurunziza.

Arrestati i responsabili del colpo di Stato


Venerdì 15 maggio 2015

16:10 - Anche il Maggior Generale Godefroid Niyombare è finito dietro le sbarre. La conferma è arrivata anche stavolta dal portavoce presidenziale, Gervais Abayeho, che a Reuters ha sottolineato come non ci sia stata nessuna resa:

"È stato arrestato, non si è arreso"

A chi ha chiesto cosa succederà ora ai quattro arrestati, Abayeho ha risposto che spetterà al sistema giudiziario decidere cosa ne sarà di loro:

Saranno chiamati a rispondere delle loro azioni.

Intanto la situazione in Burundi sembra aver raggiunto un momento di tranquillità, ma la tensione resta alla stelle. Un residente di Bujumbura, parlando con la BBC, ha ben spiegato quale clima si respira nel Paese:

"C’è un clima di paura e incertezza. La situazione è calma adesso, ma il conflitto riguarda il terzo mandato del Presidente, che molti vedono come contrario alla costituzione. Il fallimento del colpo di Stato non rappresenta la fine per molti di noi"

Venerdì 15 maggio 2015 - Il ritorno del presidente Pierre Nkurunziza nella città di Bujumbura, capitale del Burundi, è coinciso con l’arresto di tre dei responsabili del fallito colpo di Stato. Lo ha confermato un portavoce dello stesso Presidente, che ha però precisato come il principale responsabile di questa azione, il generale Godefroid Niyombare, sia ancora in fuga.

Nkurunziza, prossimo a un discorso alla nazione dopo i fatti sanguinolenti degli ultimi giorni, sarebbe arrivato poche ore fa a Bujumbura dopo aver fatto tappa a Ngozi, a nord del Paese.

Burundi, il Presidente Nkurunziza è tornato in patria


Givoedì 14 maggio 2015

Aggiornamento ore 21:30 - Pierre Nkurunziza, il Presidente del Burundi, è riuscito a tornare nella capitale Bujumbura. Alcune fonti della presidenza hanno detto alle agenzie internazionali che tutto quello che è possibile confermare ora, per motivi di sicurezza, è solo che Nkurunziza è tornato in patria.

Burundi

Giovedì 14 maggio 2015 - Che cosa sta succedendo in Burundi? In questo periodo è davvero una domanda difficile a cui rispondere. Di fatto non si capisce in mano a chi sia il Paese, perché il Presidente è ancora Pierre Nkurunziza, ma lui di fatto non c'è nel Paese, è andato in Tanzania, in un luogo imprecisato a Dar Es Salaam per proteggersi.

Tutto infatti è cominciato quando Nkurunziza ha annunciato la sua ricandidatura. Si tratterebbe del terzo mandato consecutivo per lui e andrebbe contro la Costituzione che ne prevede al massimo due. Il Presidente è riuscito a fare pressione su alcuni membri della Corte Costituzionale che hanno modificato la Carta legittimando la sua terza candidatura. Il vicepresidente della Corte, contrario a questa modifica, si è dovuto dimettere ed è fuggito all'estero.

Il 25 aprile il partito al potere, Cndd-Fdd (Consiglio nazionale per la difesa della democrazia-Forze per la difesa della democrazia) ha ufficializzato la candidatura di Nkurunziza e sono cominciate le proteste dei manifestanti contrari a questa decisione. Ci sono stati scontri con la polizia e con i giovani del Cndd-Fdd (l'ala chiamata Imbonerakure).

Il 5 maggio la Corte Costituzionale ha approvato ufficialmente la candidatura di Nkurunziza che nel frattempo è andato in Tanzania per un vertice regionale proprio sulla crisi scattata nel suo Paese con la sua partecipazione alle elezioni del 26 giugno. Approfittando della sua assenza il generale Godefroid Niyombare, ex capo di Stato dei servizi segreti del Burundi, ha tentato il colpo di Stato ieri, 13 maggio 2015, e sono scoppiati nuovi scontri nella Capitale tra i soldati che lo appoggiano e i militari fedeli invece al Presidente in carica.

I golpisti hanno preso il controllo della radio di Stato e intorno alla sede della radiotelevisione nazionale ci sono stati scontri così come in altre zone di Bujumbura. Il generale ha chiuso le frontiere e l'aeroporto impendento a Nkurunziza di rientrare, ma nonostante questo scrive su Twitter che il colpo di Stato è fallito e la situazione è sotto controllo. Intanto i leader dei Paesi dell'Africa orientale hanno condannato l'azione di Niyombare.

Oggi, 14 maggio, da una parte Nkurunziza e il suo fedele capo delle forze armate Prime Nyongabo, dicono che il colpo di Stato non è più in atto, dall'altra parte Niyombare e i suoi fedelissimi sostengono di avere il controllo della capitale Bujumbura.

L'Unione africana ha convocato una riunione di emergenza, mentre l'Unione Europea, attraverso l'Alto rappresentante Federica Mogherini, ha invitato tutti "gli attori in Burundi" a dare prova di moderazione evitando la violenza e assicurando il rispetto dei diritti umani di tutti i burundesi. Ha inoltre chiesto di ristabilire le condizioni che assicurino elezioni inclusive, credibili e trasparenti.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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