Migranti, approvate le quote europee. Più soldi a Triton

I ministri degli Esteri e della Difesa dei Paesi dell'UE hanno trovato l'accordo su un'operazione navale che dovrebbe partire il 1° giugno 2015.

Mercoledì 27 maggio, ore 12:00 - Secondo quanto apprende l'Ansa da fonti di Bruxelles è giunto il via libera del collegio dei commissari europei alla proposta legislativa dell'esecutivo comunitario, che introduce un meccanismo d'emergenza per il ricollocamento intra-Ue di 40mila richiedenti asilo: 24mila dall'Italia e 16mila dalla Grecia, in 24 mesi.

Secondo quanto si legge in una nota di Frontex in cui si annuncia la firma del nuovo piano della missione, alla luce dell'aumento di fondi e mezzi. In estate, stagione di picco per gli sbarchi, saranno schierati 3 aerei, 6 navi d'altura, 12 pattugliatori e 2 elicotteri. L'area operativa di Triton viene estesa a 138 miglia nautiche a sud della Sicilia.

La Commissione europea inoltre fornirà a Frontex 26,25 milioni di euro aggiuntivi per rafforzare Triton in Italia e Poseidon in Grecia dal giugno 2015 fino a fine anno portando il budget complessivo per il 2015 38 milioni e a 45 milioni per l'anno successivo.

Relativamente invece alle quote di distribuzione dei migranti secondo la bozza di proposta approvata dal collegio dei commissari Ue l'esecutivo comunitario avrebbe fissato a 6752 il numero di rifugiati che dovranno essere ricollocati in Francia da Italia e Grecia, una cifra rappresenta il 16,88% dei 40.000 rifugiati che potranno essere redistribuiti da Italia (24.000) e Grecia (16.000) nei 24 mesi successivi all'entrata in vigore della decisione.

20:23 - Secondo il portavoce della Commissione Europea Bertaud non vi sarebbe incompatibilità tra la posizione della Francia e della Commissione Ue sul meccanismo di ricollocamento temporaneo per i richiedenti asilo da Stati in prima linea, in situazioni di emergenza. Secondo la Commissione ci sarebbe la possibilità di "negoziare" le quote.

Martedì 19 maggio 2015 - L'accordo per l'operazione navale nel Mediterraneo prevede tre fasi: la prima in acque internazionali, la seconda e la terza in acque libiche, anche con uso della forza sempre che arrivi l'ok dell'Onu o di un governo libico di unità nazionale di cui però al momento è difficile prevedere la nascita a breve.

Tuttavia in Europa è bufera sulle quote di migranti che ogni paese dovrà accogliere: tutti concordi quindi nel giocare alla guerra "leggera" ma tutti discordi nel nell'assumersi la responsabilità e l'onere dell'accoglienza: la questione, definita sostanziale dal ministro italiano Gentiloni (che vive sulla pelle del Paese l'insostenibilità dell'abbandono dell'Italia in quest'onere comunitario), non è di poco conto. Sul fronte del no infatti, dove sono già consolidate le posizioni di Gran Bretagna, Irlanda, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e negli ultimi giorni della Francia, è sembrata schierarsi oggi anche la Spagna, con il ministro degli Esteri Garcia-Margallo che ha messo in discussione sostanzialmente i criteri delle chiavi di distribuzione reclamando più peso per la disoccupazione e "gli sforzi già fatti".

Insomma, sembra che in Europa non ci sia alcuna volontà all'accoglienza dei migranti, problema ad esclusivo appannaggio dei paesi dell'Europa del Sud, Italia e Grecia in particolare.

Aggiornamento ore 18:10 - L'alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune Federica Mogherini ha appena annunciato in conferenza stampa che l'Unione Europea ha trovato l'accordo per avviare un'operazione navale contro i trafficanti di migranti nel Mediterraneo e spera che possa partire già dal 1° giugno 2015. La conferenza è stata preceduta dal tweet che vedete qui di seguito

Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha poi spiegato che a capo dell'operazione ci sarà l'Ammiraglio Enrico Credendino e ha spiegato che opererà in collaborazione con Triton.

I ministri europei discutono la missione navale


A Bruxelles si riunisce oggi un vertice dei ministri degli Esteri e della Difesa dell'Unione Europea per discutere la missione navale contro i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo che si è deciso di avviare nel vertice straordinario sull'immigrazione dello scorso 23 aprile.

Nelle linee guida sulle politiche di immigrazione e asilo proposte dalla Commissione il 13 maggio ci sono le indicazioni su quelli che saranno gli obiettivi della missione, ossia la cattura dei trafficanti e la distruzione dei loro barconi nelle acque e nei porti della Libia.
L'11 maggio Federica Mogherini, alto rappresentarne per la politica estera e di sicurezza comune, ha illustrato il piano contro i trafficanti al Consigli di Sicurezza dell'ONU. Ora, però, si deve passare all'azione.

Secondo le indiscrezioni, i ministri degli Esteri e della Difesa del nuovo governo britannico guidato da David Cameron, Philip Hammond e Michael Fallon, oggi presenteranno ai colleghi degli altri Paesi Ue la loro proposta: la Gran Bretagna, infatti, come lo stesso Cameron aveva proposto al vertice straordinario del 23 aprile, metterà a disposizione della missione nel Mediterraneo 200 militari della Royal Marine, una nave e inoltre droni e altre soluzioni tecnologiche destinate all'intelligence del quartier generale militare che si occuperà di coordinare le operazioni armate contro i trafficanti di esseri umani.

L'Unione Europea ha previsto quattro azioni immediate e altre a lungo termine. Tra quelle immediate c'è la ripartizione tra i diversi Stati dei migranti già arrivati in Europa, il reinsediamento nei Paesi dell'UE dei rifugiati che vivono nei campi profughi di Paesi terzi (soprattutto in Giordania e in Turchia) e che hanno già un diretto accertato alla protezione internazionale, il rafforzamento della sorveglianza e la già citata missione contro il traffico di esseri umani.

Ministri Esteri e Difesa Europei su immigrazione

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