Di Pietro "spara" sul Colle: ed esce dal seminato


Ad Antonio Di Pietro che arringa la folla di Piazza Farnese insinuando a “silenzi” mafiosi del capo dello Stato hanno risposto il Colle: “Frasi pretestuose e offensive” e il presidente della Camera Fini: “E’ lecito e naturale il diritto di critica politica, ma questa non può mai travalicare il rispetto che si deve al presidente della Repubblica, che rappresenta tutta la Nazione”.

Tutte le forze politiche hanno espresso solidarietà a Giorgio Napolitano.

Ribadito che in democrazia chiunque ha il diritto di esprimersi, non è però insignificante “come” ci si esprime e a "chi" ci si rivolge. Non solo evidentemente sul piano grammaticale ma su quello politico e istituzionale.

Foto | Flickr

Non è la prima volta che il leader dell’Idv inalbera la bandiera del populismo e della demagogia strumentali ed esce … dal seminato.

Ma l’ex Pm conduce una battaglia politica “legittima” e non va “zittito”, magari “svegliando” la procura di Roma al fine di perseguirlo per “vilipendio” alla più alta carica dello Stato : va contrastato nel merito, sul piano squisitamente politico.

Altrimenti si fa il suo gioco (che vuole passare per martire) e il gioco di chi, per cercare un oto in più, ha l’obiettivo di alzare sempre e comunque polveroni, per intorbidire le acque, per delegittimare tutto e tutti (fino il Presidente della Repubblica), per spingere davvero l’Italia nel baratro.

Lasciamo stare per … carità di patria gli insulti di Beppe Grillo.

Qui si può essere pro o contro Di Pietro, ma non si può accettare “in silenzio” una moralizzazione a senso unico e il gioco al massacro della nostra democrazia.

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