Cisgiordania: Israele vieta ai palestinesi di prendere autobus israeliani

I lavoratori palestinesi viaggeranno a parte e i tempi di spostamento si allungheranno di due ore

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Cisgiordania- Le nuove misure di sicurezza sugli gli spostamenti in autobus, già annunciate dal governo israeliano il 26 ottobre scorso, ora diventano cogenti. A confermarlo è il ministro della Difesa Moshe Ya'alon.

Più che di misure di sicurezza, però, si dovrebbe parlare di "misure sicuritarie" e di apartheid, non molto diverse da quelle vigenti nel Sud Africa del secolo scorso. Ai palestinesi, che si recano dalla Cisgiordania a Tel Aviv per motivi di lavoro, sarà vietato viaggiare sugli stessi autobus usati dagli israeliani. E non è finita qui: i palestinesi diretti ad Israele dovranno tornare in Cisgiordania attraversando gli stessi posti di blocco da cui sono passati all'andata. In questo modo, secondo il quotidiano progressista Harretz, i tempi di spostamento si allungheranno anche di due ore.

La misura è sperimentale, nel senso che sarà in vigore per tre mesi e poi eventualmente riconsiderata. A dirlo è un funzionario rimasto anonimo: "Nell'ambito di un progetto pilota di tre mesi, i palestinesi che lavorano in Israele dovranno, a partire da mercoledì, tornare a casa attraverso lo stesso valico senza prendere gli autobus utilizzati dai residenti di Giudea e Samaria".

Ya'alon ha spiegato ieri alla radio che le nuove disposizioni assicurano "un miglior controllo dei palestinesi e una riduzione dei rischi". In questo modo, il governo Netanyahu, da poco insediatosi, fa subito contento Focolare Ebraico, il partito che fa gli interessi dei coloni.

Per i centinaia di lavoratori palestinesi, maggiormente impegnati nel settore delle costruzioni e che contribuiscono attivamente al Pil di Israele, la vita si complica non poco. Da oggi non saranno più solo soggetti ai controlli di sicurezza ai passaggi di frontiera e all'interdizione di passare la notte all'interno dei confini israeliani, ma dovranno subire anche l'umiliazione delle restrizioni sul trasporto pubblico. E tutto ciò è reso possibile in virtù delle richieste di occupanti illegali, così come viene sancito dal diritto internazionale.

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