Primarie nel centrodestra? Fitto punta su Tosi e Meloni

L'unica via per superare rapidamente la leadership berlusconiana e ricostruire un centrodestra che trovi un punto di riferimento è quella che passa dalle primarie.

La scissione di Forza Italia non si è ancora consumata, ma è ormai evidente come lo strappo di Raffaele Fitto (che ha appena dato il via all'associazione Conservatori e riformisti, che quasi sicuramente si trasformerà in un nuovo partito) avverrà subito dopo l'election day (anche se molto dipenderà dal risultato di Forza Italia). Ma non sarà certo sufficiente il lancio di un ennesimo partito di centro-destra a ridare slancio a quella parte politica, al momento frantumata come mai si era visto negli ultimi vent'anni.

E se l'obiettivo (abbastanza utopistico) di Silvio Berlusconi sembra ancora essere quello di ricostruire un centrodestra unito attorno alla sua figura e al suo Partito Repubblicano, ecco che il piano di Raffaele Fitto è, al contrario, quello di unire i leader dei vari partiti contro il Cavaliere. Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia, Flavio Tosi e il suo movimento in via di definizione; ma anche Matteo Salvini e la Lega Nord, Angelino Alfano e il Nuovo Centrodestra e financo Denis Verdini quando avrà deciso cosa fare. A parte quest'ultimo, che cos'hanno in comune tutti questi esponenti del centrodestra? L'essere da tempo alla ricerca di una via per arrivare alle primarie.

Alfano aveva provato a organizzarle per davvero, salvo trovarsi poi stroncato dal ritorno in campo di Berlusconi; Meloni ne aveva fatto una battaglia personale, Salvini ne ha parlato più e più volte e anche Tosi è sicuramente favorevole. Ed ecco che, coordinati da Fitto, potrebbe essere proprio partendo dalle primarie che si può provare a costruire un nuovo centrodestra, magari costituito da più partiti ma che, viste anche le logiche imposte dall'Italicum, sappia dare vita a una lista unitaria con un solo leader nel momento in cui si dovesse andare al voto.

Forza Italia a queste primarie non potrebbe partecipare. Almeno non finché la figura di Berlusconi sarà così ingombrante e così di ostacolo a chiunque (Mara Carfagna?) possa pensare di rappresentare il futuro di un partito che al momento ha il fiato cortissimo. Il lavoro per arrivare a una ricostruzione del centrodestra, insomma, è appena partito. E già adesso si trova però alle prese con un'incognita enorme: Matteo Salvini. Accetterà, l'uomo intenzionato a creare un Front National italiano con Fratelli d'Italia e Casa Pound, di rientrare nei ranghi del centrodestra o proseguirà la sua strada solista e anti-governativa? E soprattutto, come la si metterà tra lui e Fitto quando, presumibilmente, si creerà la dicotomia tra le due figure convinte di avere le carte giuste per traghettare il disastrato centrodestra nel dopo-Berlusconi?

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