L'apertura di Obama all'Islam non piace ai lettori de "Il Giornale"

L'intervista di Obama ad Al Arabiya (che potete vedere qui sopra) ha scatenato l'entusiasmo degli ascoltatori delle emittente araba, che hanno inondato il suo sito di messaggi di giubilo per il nuovo corso nei rapporti con l'Islam che il nuovo presidente USA sembra voler inaugurare.

Non si respira proprio lo stesso clima se si vanno a leggere, invece, i commenti dei lettori de ilgiornale.it, ottimo termometro degli umori dell'elettorato del centrodestra nostrano (come abbiamo visto per la vicenda Alitalia). Dominano infatti lo sconforto, la paura di una resa incondizionata al "nemico islamico" e la sensazione generale che di Obama ci sia poco da fidarsi.

Gcf48 apre le danze rispolverando il sospetto che Obama stesso sia un musulmano nascosto, e gianmariax gli va dietro dichiarando, tra il serio e il faceto che Barack "sicuramente fa il ramadan e in privato mette il burqa a Michelle...".

Amedori prevede un imminente futuro apocalittico, in cui "anche negli usa si avrà la saharia e a quel punto beato chi avrà un occhio anche solo per piangere", mentre mvasconi constata con amarezza che "l'Islam moderato, purtroppo, non esiste...". Alessandro Cardelli, da parte sua, consiglia ad Obama una strategia: "Il nemico prima lo si martella sui denti poi se si è calmato perché non ha più forze, ne risorse, gli si tende una mano per rialzarlo". Concorda mopy, secondo cui "certa gente capisce solo il linguaggio della forza, altro che dialogo".

Alcuni forniscono prospettive storiche: Markindel ad esempio, secondo cui "i musulmani sono falsi e traditori proprio per religione, basta vedere quello che abbiamo dovuto sopportare per 400 anni nel mediterraneo"; secondo luigimichele Obama è invece un apprendista stregone le cui dichiarazioni "fanno venire in mente quelle di Chamberlain nei confronti dei nazisti".

Poche le opinioni in senso contrario: tra queste quella di Franco Parpaiola, che spera che la politica del disgelo con l'Islam possa avere lo stesso effetto che ebbe il dialogo con l'URSS negli anni '80, ovvero quello di determinare il crollo dell'"impero del male"; teoriko si spinge invece fino al punto di affermare che "il motivo per cui l'america e' sotto tiro dei terroristi e' per la sua sciagurata politica estera". Kovalski apprezza "un presidente degli USA che non vede il mondo e il bene e male alla John Wayne". Ma sono le classiche voci fuori dal coro.

Il nostro paese si era già segnalato in campagna elettorale come il più pro-Mc Cain d'Europa, ma la maggioranza degli italiani appoggiava comunque il candidato democratico. Chissà che con le sue prime scelte Obama non finisca per inimicarsi rapidamente l'opinione pubblica del nostro paese, o almeno quella sua parte maggioritaria che vota a destra.

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