Tav, processo a Erri De Luca: assolto perché il fatto non sussiste

Lo scrittore napoletano era stato accusato di istigazione a delinquere e il Pm aveva chiesto 8 mesi di reclusione.

13:21 - Il commento a caldo dello scrittore Erri De Luca dopo la pronuncia della sentenza di assoluzione:

"È stata impedita un'ingiustizia. Quest'aula è un avamposto sul presente prossimo"

poi ai microfoni di SkyTg24 ha aggiunto:

"Sono due anni che sono sotto questa incriminazione e mi sono sentito come in una lunga sala d'attesa per sapere se l'articolo 21 della Costituzione è ancora in vigore o se è sopraffatto dall'articolo 414 del codice penale, anno 1930 (durante la dittatura fascista, ndr). Dunque questa sentenza ribadisce la forza dell'articolo 21 e della libertà di parola. Questo risultato è dovuto anche al sostegno di lettori e di persone anche straniere, editori che hanno pubblicato le mie ragioni. Molto sostegno anche dai francesi per i quali era assurdo che uno scrittore potesse essere accusato di una cosa simile. Questi due anni in sala d'attesa mi hanno impedito di scrivere o di pensare ad altro. Sarei stato presente in quell'aula anche se non fossi stato io lo scrittore incriminato. Quell'accusa che ho subìto stava sabotando il mio diritto di parola. Dunque il verbo sabotare ha accezioni sia positive sia negative. Quello che saboterei io oggi è la passività che purtroppo è propria di molti italiani? Come si fa? Non saprei, magari con degli atti di resistenza come questo. In questo processo è stata data importanza alla parola e questo può essere un buon segno"

13:15 - Erri De Luca è assolto perché il fatto non sussiste. Applausi in aula. Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza.

13:14 - I giudici stanno entrando in aula in questo momento.

13:05 - In aula tutto è pronto per la sentenza sul caso di Erri De Luca, mancano solo i giudici per leggerla.

Lunedì 19 ottobre 2015 - Verso le ore 13 di oggi dovrebbe arrivare la sentenza sul caso di Erri De Luca, accusato di istigazione a delinquere per delle interviste in cui diceva che la Tav Torino-Lione andava sabotata. Il Pm Antonio Rinaudo ha chiesto una condanna a otto mesi di reclusione con le attenuanti generiche, ritenendo che le sue parole incitassero a commettere reati.

Stamattina lo scrittore napoletano si è presentato in aula e nelle dichiarazioni spontanee ha detto:

"Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell'aria e dell'acqua"

Ecco la dichiarazione integrale riportata da Valigia Blu

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Torino, ecco le dichiarazioni di Erri De Luca al giudice. La sentenza alle 13 > Sarei presente in quest’aula anche se...

Posted by Valigia Blu on Lunedì 19 ottobre 2015

Nei giorni scorsi De Luca ha rilasciato delle dichiarazioni sul processo e ha affermato:

"Sono un testimone della volontà di censura della parola, questa sentenza sarà un messaggio sulla libertà di espressione. Questo non è un processo al sottoscritto, ma alla libertà di pensiero nel nostro Paese"

Entrando in aula stamane De Luca ha detto:

"I miei colleghi stranieri continuano a non capire il perché di questo processo, io sono tranquillo"

Pm chiede 8 mesi per Erri De Luca


Lunedì 21 settembre 2015

- Il Pm torinese Antonio Rinaudo ha chiesto otto mesi di reclusione per Erri De Luca, accusato di "istigazione a delinquere" per le dichiarazioni rilasciate nel 2013 nel corso di due interviste dicendosi a favore del sabotaggio del cantiere della Tav Torino-Lione. Secondo l'accusa:

"Nelle sue frasi c'è incitamento a commettere delitti"

e viene sottolineato il fatto che negli articoli contestati si parla di molotov. Il Pm chiede otto mesi perché riconosce le attenuanti generiche.

Erri De Luca: "Il sabotaggio della Tav è necessario e non riguarda le molotov"


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Mercoledì 20 maggio 2015 - Erri De Luca oggi è intervenuto nell'ambito del processo che lo vede imputato di istigazione a delinquere. L'accusa è stata formulata in seguito ad un'intervista rilasciata all'Huffington Post dallo scrittore, nella quale affrontava la questione della Tav in Val di Susa e dei movimenti che si oppongono alla "grande" opera.

L'ex di Lotta Continua ha chiarito in Tribunale ancora una volta il suo pensiero (ma forse sarebbe meglio dire che lo ha ribadito, visto che c'erano pochi dubbi sul significato delle sue esternazioni):

"Il sabotaggio della Tav è necessario ma nel senso di ostruire, impedire l'opera. Quando ho rilasciato le mie dichiarazioni all'Huffington Post non sapevo si parlasse di molotov, ero a conoscenza soltanto delle cesoie servite a tagliare le reti del cantiere. Le cesoie sulle reti illegali ripristinano soltanto la legalità [...] Hanno fallito i tavoli del governo, hanno fallito le mediazioni: il sabotaggio è l'unica alternativa""

De Luca ha lungamente polemizzato in maniera appassionata e sottile con quanti lo avevano attaccato per le sue parole. A tale riguardo, ricordiamo la risposta Guido Crainz, nella quale rimarcava l'importanza della pratica del sabotaggio nelle lotte per i diritti dei lavoratori negli anni '70.

In aula, l'autore de "La parola contraria", pamphlet che ha acceso grande interesse sul processo, tanto da stimolare l'intervento del Presidente francese Francois Hollande, ha anche aggiunto che la lotta contro la Tav non ha nulla a che vedere con l'inizio di una rivolta generalizzata:

"Non associo il cantiere Tav all'immagine del Palazzo d'inverno che va preso e distrutto con la forza è piuttosto la città di Gerico che è circondata da un coro di migliaia di voci e dalla forza di quel coro vengono abbattute le sue mura"

De Luca, per niente in imbarazzo, risponde colpo su colpo alle obiezioni che gli vengono mosse. Quando l'avvocato difensore di Ltf (ditta che ha vinto l'appalto per la Tav), Alberto Mittone, gli fa vedere le foto di alcune scritte sui muri di Torino, immagini di bottiglie molotov con la scritta SABOTAV, lo scrittore quasi lo schernisce: "Un acronimo nuovo di cui non conoscevo l'esistenza non sono stato certo io a ispirarlo, però se volete dedichiamo una occasione linguistica per studiarlo". E a chi gli contesta di aver istigato alla violenza replica: "Io istigare? Nessuno mi ha mai attribuito questa responsabilità. Solo la procura di Torino [...] Posso istigare alla lettura o al massimo alla scrittura. Questo processo mette a repentaglio la libertà d'espressione contraria, quella favorevole e ossequiosa invece è sempre accolta a braccia aperte".

Il processo è aggiornato al 21 settembre. De Luca ha già fatto sapere che, in caso di condanna, non ricorrerà in appello e sconterà la pena. A riguardo, al giornalista Corrado Formigli, aveva detto nel febbraio scorso: "Il diritto di manifestare in Italia è in discussione, il mio caso ne è un esempio. [...] Se verrò condannato, sconterò la mia pena. Non ricorrerò in appello. E sono pronto a essere recidivo".

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