Il Movimento 5 Stelle e lo scontro con Casaleggio

Il pretesto è la richiesta di sostituzione del capo della comunicazione alla Camera, ma dietro c'è molto di più.

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I tempi in cui Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio decidevano tutto senza che nessuno alzasse un dito sono passati da un bel po'. Prima l'ondata di dissidenti che ha portato a numerose defezioni nei gruppi parlamentari, poi il graduale scivolamento nell'ombra dei due fondatori e ora, stando al retroscena de La Stampa, anche il direttorio (ovvero i più fedeli tra i fedelissimi) che alza la voce. Una situazione inevitabile, se si considera come siano proprio i vari Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista le figure alle quali va imputato il merito di aver risollevato il M5S dalle secche in cui si era impantanato e avergli permesso di risalire rapidamente nei sondaggi.

I nuovi protagonisti del Movimento 5 Stelle sono sempre più in televisione, imparano a fare politica (come si è visto nel caso della norma sugli ecoreati), mentre Grillo e Casaleggio si vedono sempre meno e limitano le loro apparizioni ad alcune passerelle ben precise. Il risultato è che nel direttorio c'è sempre più coscienza di chi tenga, effettivamente, in mano il pallino del gioco, c'è sempre meno timidezza nei confronti nei capi e c'è sempre più voglia di liberarsi di alcuni controlli che ancora permangono.

Sarebbe questa la ragione per cui alcuni "talebani" (come li si chiamava una volta) si sono recati a Milano per chiedere a Casaleggio la sostituzione della non troppo amata responsabile comunicazione della Camera dei Deputati, Ilaria Loquenzi, figura molto vicina a Casaleggio. Sempre stando a quanto racconta La Stampa, Casaleggio non l'ha presa molto bene:

"Ora basta, mi avete stancato. Se volete mandare via lei vado via anch’io e vi lascio al vostro destino"

Da parte di Casaleggio, sembrerebbe, non c'è nessuna intenzione di cedere alla richiesta di Di Maio & co. di sostituire la Loquenzi (probabilmente con la "coach tv" Silvia Virgulti, molto vicina al vicepresidente della Camera). Ma c'è da capire quanto la minaccia (improbabile) di lasciare fatta da Casaleggio spaventi i volti nuovi del M5S. Che sembrano sempre più in grado di andare avanti con le loro gambe e che hanno ormai individuato figure ben precise (Di Maio, il moderato; Di Battista, il radicale; Paola Taverna, la pasionaria) in grado di conquistare da soli i voti necessari a proseguire l'avanzata pentastellata. D'altra parte, la capacità di trattare con il Pd sulla norma relativa agli ecoreati (che alcuni giudicano troppo morbida) e le trattative che potrebbero partire sul reddito minimo garantito dimostrano come il Movimento 5 Stelle stia cercando di cambiare, gradualmente, la strada barricadera fin qui seguita.

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