Berlusconi non guiderà il nuovo "partito dei moderati": chi sarà il successore?

Il Cavaliere si tira indietro, ma a decidere il successore sarà solo lui. Niente primarie.

Quanti annunci, giravolte, cambi di idee ha fatto Berlusconi negli ultimi anni? Quello di questi giorni potrebbe essere il terzo ritiro, che va di pari passo con l'annuncio dell'ennesimo nuovo partito e che prelude all'incoronazione dell'ennesimo delfino (fino a ora, non gli è mai andata molto bene). Eppure, visto il declino politico irreversibile del leader (età anagrafico compresa) e del partito questa volta difficilmente si tornerà indietro.

Ma che sta succedendo? Berlusconi prosegue nel suo progetto di superare Forza Italia per dare vita a un nuovo partito, ma ammette che a guidarlo non sarà lui, ma un suo successore. Che però sarà scelto dal Cavaliere, nessuno si aspetti che davvero dia vita a nuove primarie per decidere il nuovo leader di partito. Le parole di Berlusconi, per la precisione, suonano così: "Il nuovo partito non si chiamerà Partito dei Repubblicani, ma sarà un movimento che abbraccerà tutti i moderati italiani. Sarà un movimento che abbraccerà tutti i moderati italiani, ma non sarà guidato da me bensì da un mio erede".

E quindi, se sarà deciso da Berlusconi e non da primarie, chi sarà il successore di Berlusconi? Per il momento, il Cavaliere non si sbilancia: "Ci sono due o tre persone che potrebbero prendere il mio posto di leader del movimento". Chissà, magari lo stesso fondatore di Forza Italia deve ancora decidere, e però si sa quali possono essere i papabili in grado di prendere in mano le redini del partito. O perché hanno un loro seguito, o perché godono della fiducia incondizionata del capo.

Così, su due piedi, i nomi che vengono in mente sono soprattutto due: Mara Carfagna e Giovanni Toti. Nel primo caso, i lati positivi sono abbastanza noti. Nonostante il passato da starlette che ancora e sempre suscita perplessità, col tempo la Carfagna è diventata una delle più preparate, rispettate, moderate, coerenti e liberali esponenti di Forza Italia. Lungi dalle intenzioni di chi scrive farne un elogio, ma nello stato maggiore di Forza Italia è difficile trovare volti maggiormente in grado di incarnare l'aspetto moderato e liberale di un partito di centrodestra. Il secondo nome che inevitabilmente non si può prendere in considerazione è quello di Giovanni Toti. Ex direttore di Studio Aperto e Tg4, sbarcato in politica tra i malumori della classe dirigente (che si è fatta la gavetta) come consigliere politico del capo, adesso è il candidato nella difficile sfida delle regionali in Liguria. E proprio questo sarà un test importante per capire se, oltre alla fiducia di Berlusconi, ha dalla sua anche la fiducia degli elettori del centrodestra.

Silvio Berlusconi

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