Renzi: "Mi piacerebbe un sindacato unico". Le sigle insorgono: "Roba da regimi totalitari"

Il premier a Bersaglio Mobile auspica una legge sulla rappresentanza sindacale ed un unica sigla ma Camusso insorge: "Sindacato unitario e non unico"

Ieri sera a Bersaglio Mobile, la trasmissione su La7 di Enrico Mentana, Matteo Renzi era in studio per una lunga intervista in vista dell'"ultimo chilometro" delle prossime elezioni, previste l'ultimo finesettimana di maggio.

Nel corso della trasmissione (un 5% scarso lo share, dato importante per la comunicazione renziana) il premier si è soffermato sul rapporto del suo governo con i sindacati, che in queste settimane sono sul piede di guerra e non solo per il pacchetto di nuove norme sulla scuola pubblica: Renzi si è detto rammaricato del logoro rapporto che ha con le varie rappresentanze sindacali, soffermandosi tuttavia (nuovamente) sull'acume comunicativo e politico di Maurizio Landini, segretario di quella FIOM che forse è la sigla più lontana dalle posizioni del premier in questo momento.

Renzi ha accusato i sindacati, come già fatto in passato, di non rappresentare realmente gli interessi dei lavoratori ma solo ed unicamente quelli degli stessi sindacati, che sarebbero staccati dall'effettiva realtà sociale e lavorativa italiana:

"Mi piacerebbe arrivare un giorno al sindacato unico, ad una legge sulla rappresentanza sindacale e non più a sigle su sigle su sigleMi piacerebbe arrivare un giorno al sindacato unico, ad una legge sulla rappresentanza sindacale e non più a sigle su sigle su sigle"

Una frase, questa, che ha scatenato reazioni dure nei sindacati. Su tutti il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, la quale ai microfoni del Gr Rai ha bollato le parole di renzi come da "regime totalitario" e ribadito come l'obiettivo sia l'unità dei sindacati e non il sindacato unico.

Sulla stessa linea anche Annamaria Furlan, segretaria della Cisl, la quale ha respinto l'idea di un sindacato unico specificando invece il lavoro verso una maggior responsabiltà ed un maggior riformismo delle sigle sindacali, cercando di gettare acqua sul fuoco delle polemiche e chiedendo di concentrarsi su quelli che sono i reali problemi dei lavoratori. Una visione propria anche di Carmelo Barbagallo della Uil, che ribadisce come l'ipotesi di un sindacato unico sia "propria dei regimi totalitari":

"Noi, invece, siamo per un sindacato riformista e unitario, in cui il pluralismo delle idee è garanzia di dialogo e democrazia".

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