Elezioni Regionali 2015: Matteo Renzi mette le mani avanti

"Anche un 4-3, alle elezioni regionali, sarebbe un successo". Che ci sia qualche timore di troppo?

Forse è solo scaramanzia, ma se Matteo Renzi, in un'intervista al Secolo XIX e parlando delle regionali del 31 maggio, si è sentito in dovere di precisare che "anche 4-3 è un successo" - un risultato che, peraltro, "evoca ricordi fantastici" - è più probabile che stia semplicemente mettendo le mani avanti. Che, insomma, sia seriamente preoccupato che il precedente risultato pronosticato - un roboante 6-1 - possa restare solo un sogno. E in effetti le ultime notizie che giungono non sono delle migliori, per il Partito Democratico.

Data ormai per certa l'impossibilità di conquistare il Veneto - nonostante l'assist di Tosi e le chiacchierate in auto tra Moretti e Renzi - i timori si vanno concentrando sulle regionali in Liguria, dove una candidatura non esattamente riuscita, quella di Raffaella Paita, unita al successo di Luca Pastorino, civatiana sostenuto dalla "sinistra-sinistra", stanno seriamente mettendo a rischio la vittoria in una regione che sembrava già nelle mani del Pd.

Lo stesso dicasi, più o meno, per le regionali in Campania: che Caldoro non fosse un avversario facile da battere non è certo una novità, ma non si pensava che una candidatura "forte" come quella di De Luca sarebbe rimasta così tanto imbrigliata dalle sue vicende personali e, ancor più, dalla valanga di impresentabili finiti nelle liste dello "sceriffo di Salerno". Date invece per scontate le vittorie in Umbria, Toscana, Marche e Puglia, il rischio che finisca davvero 4-3 è quindi assai concreto.

Ma sarebbe davvero, comunque, una vittoria? In verità, sarebbe un mezzo disastro. Significherebbe perdere le due regioni chiave di queste elezioni, le uniche in cui davvero si gioca una partita significativa, che può dare un'idea dell'approvazione del governo da parte degli italiani, visto che le altre cinque regioni sono praticamente chiuse a doppia mandata per una parte o per l'altra. Mettiamola così: se 6-1 sarà, allora per Renzi ci sarà solo da gioire. Se sarà un 5-2, si potranno comunque dormire sonni sereni. Ma se davvero finisse 4-3, potrebbe essere il segnale che è il caso di fare in fretta e furia la riforma del Senato per poi tornare al voto, prima che le cose precipitino.

elezioni regionali 2015

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