Usa e Ue preoccupate per la legge russa sulle Ong

La Russia ha approvato una legge che espande l'autorità del Cremlino sulle organizzazioni non governative.

Vladimir Putin

Sabato scorso, 23 maggio 2015, Vladimir Putin ha firmato una legge in base alla quale le autorità russe hanno il potere di bandire le organizzazioni non governative straniere. Inoltre, per i dipendenti delle Ong che sono ritenuti colpevoli di lavorare per agenti stranieri sono previsti sei anni di carcere.

In particolare, il ministero degli Esteri russo avrà il potere di decidere se una organizzazione straniera è "indesiderabile" e per stabilirlo avrà accesso a materiali e documenti forniti dal ministero dell'Interno e dalle agenzie della sicurezza, poi il ministero della Giustizia redigerà la lista nera delle Ong non desiderate.

Questa nuova norma che espande a dismisura il potere del Cremlino sulle Ong non piace affatto alla comunità internazionale e sia dall'Unione Europea sia dagli Stati Uniti arrivano forti e decise critiche.
In una nota ufficiale il portavoce del servizio estero dell'Unione Europea ha definito l'approvazione di questa nuova legge russa

"un passo preoccupante in una serie di restrizioni sulla società civile, la stampa indipendente e l'opposizione politica"

e ha aggiunto che questo provvedimento avrà un effetto negativo sulla libertà di parola e dei mezzi di informazione e limiterà il pluralismo delle opinioni.

Sulla stessa lunghezza d'onda il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti che si è detto preoccupato per la nuova legge russa sulle Ong perché prevede che limiterà ulteriormente il lavoro della società civile in Russia.

Amnesty International e Human Rights sono intervenute insieme e in una nota congiunta hanno fatto notare che questa norma aumenterà la repressione che già sta "inaridendo la società civile russa".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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