Che cos'è Possibile, il nuovo partito di Pippo Civati

Pippo Civati lancia il suo movimento, nell'attesa che si veda all'orizzonte la nascita di un nuovo soggetto "unitario" della sinistra.

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Non è passato molto dall'addio di Pippo Civati al Partito Democratico e già siamo alla vigilia del lancio del suo nuovo partito, che potrebbe chiamarsi Possibile. Inevitabile una certa fretta nel tornare in prima linea, vista la necessità di restare protagonista nelle tormentate vicende della parte politica che si colloca a sinistra del Pd renziano e che, auspicabilmente, darà vita a un soggetto unitario in vista delle prossime elezioni politiche. Il retroscena dietro al lancio del nuovo movimento l'ha raccontato il Corriere della Sera:

Di ufficiale non c’è ancora nulla. Ma il simbolo, realizzato da Federico Dolce e Marianna Zanetta del Vixen Studio di Torino, militanti convinti, sarà depositato in queste ore e qualche provino è sfuggito al controllo dei creatori. Tessere di iscrizione, t-shirt con il simbolo, gadget… Tutto è pronto per il lancio. (...) Il deputato risponde al telefono che è sera e si dice «molto sorpreso» di sapere che il suo simbolo non sia più segreto: «Lo presenteremo a giugno, dopo le Regionali». Si è ispirato a Podemos? «No… Possibile non è la trasposizione di alcun modello straniero». Cosa c’è in cantiere? «Questa cosa, che spiegheremo con calma, la mettiamo a disposizione di tutti coloro che possono essere interessati a condividere con noi un modello di lavoro completamente nuovo, che supera i partiti tradizionali».

Ci sarà da aspettare ancora pochissimo, quindi, per il lancio ufficiale, che arriverà dopo la tornata di elezioni regionali e che, stando alle parole dello stesso Civati, dovrà coinvolgere anche la Coalizione Sociale di Landini, vede in Sel un "interlocutore naturale" e spera di ridare rappresentanza anche al mondo ambientalista, alle prese con un partito, quello dei Verdi, vicino alla totale irrilevanza. Ma che cosa sarà, quindi, questo Possibile? La cosa più probabile è che si tratti di un movimento, non di un vero e proprio partito politico, che andrà poi a confluire assieme agli altri soggetti in una nuova forza politica unitaria. Decisione quanto mai inevitabile visto il funzionamento dell'Italicum e che si spera, però, possa avere maggiore solidità rispetto ai tentativi, più o meno fallimentari, che si sono visti in precedenza: Rivoluzione Civile e Lista Tsipras.

Che il nome sia davvero questo è ormai certo, anche perché non si tratta di una novità assoluta: già a dicembre Civati aveva lanciato un "patto repubblicano" per riunire chi già allora intendeva andare oltre il Pd sotto la sigla "è possibile". Marchio che proprio oggi è tornato in bella vista sulla homepage del sito di Civati. Qualche considerazione, però, va fatta anche sul nome.

Il richiamo a Podemos, per quanto smentito, è innegabile. Se non altro per la somiglianza tra i due nomi. E però non si può non notare come si sia passati da un ottimista "Yes we can" di Obama, a un battagliero "Possiamo!" spagnolo a un molto più timido "Possibile" italiano. Nome che certo non evoca una vittoria imminente, ma semmai, al massimo, possibile. Nemmeno probabile.

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