F35: adesso è ufficiale, l'Italia li comprerà tutti (e forse di più)

Nel Documento programmatico della Difesa confermato l'acquisto in blocco degli aerei da guerra

Nessun taglio all'acquisto degli aerei F35 Lightning della Lockheed Martin: ora che in Parlamento è stato consegnato il "Documento Programmatico Pluriennale della Difesa" diventa ufficiale che l'Italia acquisterà gli aerei da guerra secondo la cifra prevista, cioè ancora 10 miliardi da versare, e che il programma sarà completato entro il 2017. A pagina 144 del Docu­mento presentato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti si dice chiaramente che l'Italia non taglierà nessun costo sull'acquisto degli F35, e che ne comprerà la quantità prevista.

Anzi – e qui c'è la beffa – nel documento si legge che "il governo intende procedere entro il 2020 all’acquisizione di un numero di velivoli sino a 38 unità", nonostante nel 2012, sotto il governo Monti, le previsioni della Difesa erano che per il 2020 si sarebbe arrivati all'acquisto di un massimo di 34 unità. Quindi se ne sono aggiunte di nuove, altro che tagli.

La notizia non è stata accolta bene da Sel, M5S e anche da una parte del Pd, nonostante tutta la vicenda abbia avuto meno risonanza del dovuto. Sel ha chie­sto le dimissioni di Pinotti, accusata di essere inadeguata al ruolo che ricopre. Nei pros­simi giorni raccoglierà le per for­ma­liz­zare e depo­si­tare la richie­sta alla Camera. Il deputato Giulio Marcon accusa il governo di avere preso in giro gli italiani, e in effetti a leggere gli annunci dei mesi scorsi sembrerebbe proprio così.

Appena insediato, il governo Renzi aveva annunciato di voler rivedere (al ribasso) le cifre stanziate dai precedenti esecutivi per l'acquisto degli aerei da guerra, acquisto da sempre contestato sia per il costo elevato degli apparecchi (e cresciuto esponenzialmente nel corso degli anni) sia perché la loro effettiva utilità è in discussione. Lo scorso settembre la Camera aveva approvato una mozione non vincolante presentata proprio dal Pd per «rie­sa­mi­nare l’intero pro­gramma F35 per chia­rirne cri­ti­cità e costi con l’obiettivo finale di dimez­zare il bud­get finan­zia­rio ori­gi­na­ria­mente pre­vi­sto».

Tutto questo è stato disatteso, e a oggi l'unico taglio al programma F35 rimane quello apportato dal governo Monti, che con l'allora ministro Di Paola portò l'ordine complessivo da 131 a 90 per amore di spending review. Oggi il ministro Pinotti non solo non intende seguire quell'esempio ma a chi, come Sel, fa notare le contraddizioni nel suo operato risponde sprezzante "Forse Sel pensa che in tempi di Isis sia possibile fare semplicemente una difesa non armata. Non è l'impostazione che ha questo Governo" e rivendica di aver tagliato (da altre voci di spesa, evidentemente) oltre un miliardo di euro da quando è in carica.

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