Elezioni 2015: oggi si vota

Tutto sulle Elezioni Regionali e Amministrative del 2015: da una delle più brutte campagne elettorali della storia alle previsioni. In attesa dei dati di affluenza e dei risultati

Elezioni 2015: regionali e amministrative

Elezioni 2015: la tornata "locale", con le amministrative e le Regionali in sette regioni entra nel vivo. Da questa mattina, 31 maggio, dalle 7.00 alle 23.00 (fa eccezione la Sicilia: si vota oggi dalle 8 alle 22 e domani, lunedì 1 giugno, dalle 7 alle 15) si vota. Gli elettori sono chiamati alle urne per eleggere Presidenti e Giunte Regionali in Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia. Si vota anche per eleggere i sindaci di 512 Comuni nelle regioni a statuto ordinario (sono 12 i capoluoghi di provincia) e in 230 Comuni in regioni a statuto speciale (10 comuni in Friuli Venezia Giulia, 167 in Sardegna, 53 in Sicilia).

Il tema dell'affluenza sembra ignorato dalla maggior parte dei contendenti, fatti salvi i consueti appelli al voto, ormai simili a parole di circostanza. Invece dovrebbe essere una delle questioni più "calde", vista la progressiva crescita dell'astensione nel nostro Paese, storicamente molto più abituato a buone percentuali alle urne di quasi tutti i paesi dell'Unione Europea dove il voto non è obbligatorio. Le guide al voto si sprecano, ma può essere utile comunque ripassare

Fra i leader, Matteo Renzi, che ha utilizzato il volano delle Europee dello scorso anno per legittimare in qualche modo il suo governo, dopo una serie di proclami ottimistici in questi ultimi giorni si è defilato, sostenendo che anche "vincere" 4 regioni su 3 sia comunque una vittoria e che, in ogni caso, si tratta di una tornata elettorale locale. Senza alcun ricasco sul governo, dunque. Figurarsi.
Eppure, se Renzi fa quello che vola basso avrà le sue buone ragioni: o pensa a rilanciare in caso di en plein o pensa a riparare i danni di eventuali sconfitte e quindi mette le mani avanti, con Campania e Liguria in bilico.

Silvio Berlusconi è tornato a farsi vedere in tv, approdando addirittura da Fabio Fazio. Meno brillante, sottotono, ha comunque il suo esercito di fedelissimi.

Matteo Salvini si è visto ovunque: da Facebook ai talk show, non ha mai mancato di proporre la sua ventata di slogan populisti.

È stata la solita, pessima campagna elettorale. Forse persino peggio del solito, complice anche il genere talk show politico, ormai bollito. Unica scossa, la lista degli impresentabili, che ha aggiunto un po' di pepe alla situazione. Ben poco, invece, ha potuto Pippo Civati, con il suo "Possibile".

Le Elezioni 2015 nelle regioni

Elezioni 2015 - Regionali
In Liguria, terra di grandi polemiche – sopratutto dopo le primarie del Pd, ma anche dopo le alluvioni – Raffaella "Lella" Paita potrebbe far gioire Renzi, con il fedelissimo berlusconiano Giovanni Toti a far da guastatore e Alice Salvatore a far da terzo incomodo per il Movimento Cinque Stelle.

Appare molto più difficile, se non improbabile, che l'impresa possa riuscire anche alla ladylike Alessandra Moretti: nonostante i colpi propagandistici, i video con il premier, la sicumera ostentata, il leghista Luca Zaia sembra non aver rivali, in Veneto. Con buona pace di Flavio Tosi e del pentastellato Jacopo Berti. Chiude il giro dei candidati Laura di Lucia Coletti, L'Altro Veneto.

Quasi senza interesse la tornata elettorale in Toscana: un tempo terra "rossa", oggi produce un pressoché certo governatore Pd in via di conferma, Enrico Rossi.

Nelle Marche c'è stata la capriola di Gian Mario Spacca, Presidente uscente: da esponente del Pd a candidato per Forza Italia. Qui però dovrebbe vincere il piddino Luca Ceriscioli, con una buona performance del Movimento Cinque Stelle che candida Giovanni Maggi.

In Umbria si prevede un testa a testa fra Catiuscia Marini (centrosinistra) e Claudio Ricci (centrodestra).

Un papocchio, le elezioni campane. Si riassume così: De Luca contro Caldoro, e polemiche a non finire.

In Puglia, Michele Emiliano (Pd) non potrà che beneficiare della surreale spaccatura a destra.

Elezioni 2015 nei comuni

Le Elezioni 2015 e l'Italia

Solo nel 2000 un risultato regionale portò alle dimissioni di un Presidente del Consiglio in Italia. Toccò a Massimo D'Alema, che aveva da poco sgambettato Romano Prodi (lo scenario vi ricorda niente?). Difficile dunque pensare che l'esito delle urne di domani possa avere un qualche effetto sul governo: in effeti non lo hanno avuto nemmeno le urne alle politiche, quindi non si vede perché un voto locale debba poter in qualche modo incidere.

Quello elettorale resta comunque un appuntamento importante da seguire e tenere d'occhio per capire e raccontare come cambia il Paese.

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