Les Républicains: Sarkozy cambia nome all'Ump e lancia il nuovo partito

L'obiettivo sono le presidenziali del 2017 (e Marine Le Pen).

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Il partito gollista francese cambia di nuovo nome, come già successo nel 2002, e si trasforma da Unione per un movimento popolare (Ump) in Les Républicains. Evidentemente, questo è il periodo del ritorno di fiamma della parola "repubblicani", visto anche il sogno (proibito) di dare vita a un partito con questo nome di Silvio Berlusconi. Repubblicani, però, sempre inteso nell'accezione statunitense, visto che dalle nostre parti ha, al contrario, sempre indicato un raggruppamento parte della storia del centro-sinistra fin dai tempi che furono.

L'altro aspetto importante è che dietro a questo cambiamento c'è Nicolas Sarkozy, tornato rapidamente in auge dopo un po' di dimenticatoio e adesso pronto a riprendere in mano la destra francese con in testa le elezioni presidenziali del 2017. Ma cosa c'è dietro il cambio del nome? In primis, una svolta a destra, utile per provare a rimettere al loro posto Marine Le Pen e il Front National, che ultimamente hanno insidiato pericolosamente la destra storica francese e che puntano addirittura alla vittoria nelle elezioni che si terranno tra due anni.

Ma se già l'Ump, sotto la leadership di Sarkozy, si era sempre caratterizzato per essere un "contenitore elettorale" o poco più, la sensazione è che anche questo cambio di etichetta sia appunto un'operazione più che altro di facciata. Un modo di dare vita a un nuovo "brand" che non si porti dietro le sconfitte che l'Ump ha accumulato negli ultimi anni. Ed è una nuova etichetta, in qualche modo, anche irrispettosa delle origini di un partito che si rifà a Charles De Gaulle, che, certamente, non aveva la destra americana in grande simpatia, per usare un eufemismo.

Questo, però, non è più un partito gollista, ma un partito marcato dalla presenza di Sarkozy come leader. E a differenza dell'illustre predecessore, Sarkozy è sempre stato grande ammiratore di Reagan e Bush, nonché amico di Bush junior. Una vicinanza politica incarnata dallo slogan delle presidenziali che l'avevano visto vincitore: "Lavorare di più per guadagnare di più".

Adesso gli slogan sembrano puntare più che altro sulla lotta all'immigrazione, e mettere nel bersaglio anche la religione musulmana. Lo scopo, ovviamente, è quello di togliere voti a Marine Le Pen e rimettere Sarkozy alla guida dei temi più delicati del momento.

All'interno del partito, comunque, la supremazia di Sarkozy dovrà passare il vaglio delle primarie di partito. Compito che non sembra così facile, visto anche il clima di tensione che si sta vivendo negli schieramenti dell'ex Ump contrari a Sarkozy, quelli cioè guidato da Juppé e Fillon.

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