Usa: addio al Patriot Act, la legge antiterrorismo di Bush

Barack Obama su accordo nucleare iraniano

La privacy ha vinto sulla sicurezza. A circa due anni da quando Edward Snowden svelò le ingerenze e le violazioni commesse dalla Nsa, i poteri di indagine e polizia delle agenzie statunitensi subiscono un ridimensionamento. E' la prima volta dal 1978 che si registra un'inversione di tendenza a riguardo.

Nella notte, dopo una lunghissima seduta al Senato Usa, Barack Obama ha dovuto prendere atto che gli enormi poteri della National Security Agency non esistono più. L'accordo per il rinnovo di parti fondamentali del Patriot Act, la norma antiterrorismo fatta approvare da George W. Bush, sull'onda emotiva dell'11 settembre, non è stato trovato. Così a mezzogiorno di oggi è scaduta la clausola che permette il reperimento indiscriminato di dati dalle telefonate dei cittadini.

Nei prossimi giorni, si dovrà trovare un accordo per una nuova legge, che tuttavia non ricalcherà l'approccio "sicuritario" di quella precedente: gli Stati Uniti non continueranno a sacrificare i diritti individuali sull'altare della guerra al terrorismo.

Segnaliamo che questa vicenda ha sostanzialmente due vincitori, certamente l'agente Edward Snowden, ma anche un senatore repubblicano e libertario, Rand Paul. Quest'ultimo, candidato alle presidenziali Usa 2016 e vicino al Tea Party, ha guidato una lunga battaglia solitaria contro il Patriot Act, mettendosi contro gran parte del suo stesso partito.

Paul si spende da anni contro i poteri delle agenzie del governo federale. E, sulla battaglia della norma voluta da Bush, ha trovato il sostegno di due democratici, Ron Wyden e Martin Heinrich: "Non sono più disposto ad accettare gli abusi della sorveglianza- ha detto ripetutamente nei suoi interventi- e, come me, non sono più disposti ad accettarlo gli americani".

Il grande sconfitto, invece, è proprio Obama, ma anche il capo della Cia, John Brennan, e quello della National Intelligence, James R. Clapper Jr. Tutti, nelle ultime settimane, avevano chiesto al Congresso di rinnovare il Patriot Act. A sostenere il Presidente c'era anche il grosso del Partito Repubblicano, che non ha nascosto il proprio malumore nei confronti della battaglia di Paul. Ciò è stato chiarissimo anche nelle parole del "vecchio" John McCain, che ha attaccato apertamente in aula il suo collega: " E'ovvio che per il senatore Paul sono più importanti le sue ambizioni politiche, e la raccolta di finanziamenti, che la sicurezza della Nazione".

Da oggi, la National Security Agency non avrà più la libertà di raccogliere enormi quantità di metadati relativi alle telefonate dei cittadini, ma le clausole scadute sono tante. L'Fbi, ad esempio, non potrà più tracciare il nuovo numero di telefono di un sospettato di terrorismo senza ottenere prima un mandato. Inoltre, sempre la polizia non avrà più la facoltà di indagare, senza mandato, sui cosiddetti “lupi solitari” (presunti terroristi non legati ad alcun gruppo).

Ricordiamo che per l'amministrazione in carica, questi poteri erano definiti come "essenziali". Il Dipartimento di Giustizia, invece, ha espresso tutt'altro parere in merito: "la raccolta massiccia di dati non ha portato ad alcun sviluppo determinante nelle indagini anti-terrorismo".

Intanto, in queste ore, al Senato, si discute il Freedom Act. La norma trasferisce il controllo delle telefonate degli americani dalla Nsa alle società telefoniche. Toccherà di volta in volta alla stessa Nsa rivolgersi alle società per ottenere dati relativi a un’indagine. In questo modo, gli investigatori dovranno giustificare le loro richieste e ottenere un permesso preventivo dalla Foreign Intelligence Surveillance Act Court.

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