Grecia, l’Ue frena sulla proposta di Tsipras

La proposta consegnata stanotte dal primo ministro greco ai creditori internazionali si scontra con lo scetticismo dell’Europa

Alexis Tsipras da Angela Merkel in 23 marzo 2015

Mancano pochi giorni alla scadenza del 5 giugno, il termine ultimo dopo il quale la Grecia dovrà rimborsare i propri creditori, quegli stessi creditori che, in queste ore di trattative e negoziati, stanno tentando di convincere il governo di Alexis Tsipras ad accettare nuove misure di politica economica pur di evitare il fallimento.

Nella notte Tsipras ha consegnato ai creditori internazionali una proposta di accordo, “un piano realistico per far uscire la Grecia dalla crisi”. Dall’altra parte anche i creditori stanno preparando la loro proposta di intesa per il governo greco. Ieri i negoziatori della troika (Ue, Bce e Fmi) si sono riuniti a Berlino alla presenza di Angela Merkel, François Hollande, Jean-Claude Juncker, Mario Draghi e Christine Lagarde con l’obiettivo di discutere i termini della proposta da presentare alla Grecia.

Secondo Tsipras le proposte fatte nelle ultime ore sono “specifiche, realistiche e concrete” e si inseriscono in un contesto in cui la Grecia ha “già fatto concessioni”. Come dire che il braccio di ferro continua. L’Unione Europea frena e sottolinea come, nonostante i progressi, la Grecia non abbia ancora raggiunto gli obiettivi sperati: per il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, i progressi sono “insufficienti” e si è ancora lontani dal raggiungere un accordo.

Questo mese, la Grecia deve ai suoi creditori internazionali 1,6 miliardi di euro, con un primo rimborso che è atteso per il fine settimana. Le scadenze giungono in un momento di grave difficoltà, con pesanti fuoriuscite segnalate dai depositi bancari. Entro fine mese il rimborso dell’attuale programma economico prevede la restituzione all’FMI di 7,2 miliardi di euro. Una situazione complicatissima per Tsipras, pressato dai creditori, dalle esigenze di bilancio e dalle richieste del suo elettorato. I creditori chiedono a Tsipras misure di politica economica che andrebbero a cozzare con le proposte fatte agli elettori.

È soprattutto l’intransigenza dell’FMI a infastidire il primo ministro greco. Tre sono i principali rompicapo di Tsipras - gli obiettivi di bilancio, la riforma del mercato del lavoro, la revisione del sistema pensionistico – e la sabbia sta per finire tutta quanta nella parte bassa della clessidra.

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