Governo, due senatori di Popolari per l'Italia lasciano la maggioranza

A dire addio alla maggioranza sono stati i senatori Mario Mauro e Tito Di Maggio.

Italian member of the European parliamen

19.00 - A poche decine di minuti dall’annuncio del senatore Mario Mauro, uno dei tre senatori coinvolti nell’abbandono della maggioranza hanno fatto dietro-front. E’ il caso della senatrice Angela D'Onghia, interpellata da AffariItaliani.it, si è limitata ad annunciare il proprio addio dai Popolari per l’Italia:

Non lascerò la maggioranza e non mi dimetterò da sottosegretaria. Già qualche tempo fa ho maturato la decisione di lasciare i Popolari per l'Italia ma ho aspettato dopo le Regionali per ratificarlo. Ho preso degli impegni e penso che l'Italia più della dialettica abbia bisogno di un lavoro concreto. Il Paese non è ancora uscito dalla crisi che l'attanaglia. Per questo penso che il primo obbligo di un parlamentare oggi sia quello di lavorare affinché il Paese possa incominciare a camminare e a correre. Tengo a precisare che non mi trasferisco in nessun altro partito.

A conti fatti, dunque, l’esecutivo può contare su 9 voti in più rispetto all’opposizione.

17.50 - Scende il numero della maggioranza a Palazzo Madama, che dopo l’annuncio odierno di Mario Mauro supera l’opposizione di soli otto voti, tre in meno rispetto a ieri.

Ad uscire dalla maggioranza sono stati i tre senatori di Popolari per l'Italia, il partito fondato nel 2014 dal senatore Mario Mauro, ministro della Difesa sotto il Governo di Enrico Letta.

Ad annunciarlo è stato lo stesso Mauro:

Il direttivo nazionale del partito ha deliberato in data odierna l’uscita dalla maggioranza che sostiene l’attuale governo.

Il motivo è presto spiegato:

Riforme non condivise, condotte in modo improvvisato ed approssimativo, con una improvvida esaltazione del carattere monocolore dell'Esecutivo sono alla base di una decisione che è innanzitutto un giudizio definitivo su una gestione politica che sta tenendo in stallo l’Italia, la sua economia e il suo bisogno di crescita. Le nostre idee contribuiranno ora alla costruzione e all’organizzazione di una maggioranza politica nel Paese centrata sui valori popolari e liberali.

A seguire Mauro sono stati i senatori Tito Di Maggio, migrato a tempo record nel nuovo gruppo dei fittiani, e Angela D’Onghia, che ha però deciso di non rinunciare all’incarico di Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca che sta attualmente ricoprendo:

Lascio il partito e resto al governo.

Angela DOnghia

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