Grecia, Banca Centrale ellenica: "Senza accordo fuori da Euro e UE"

"Senza accordo Grecia fuori dall'Euro e dall'Unione Europea"

"Il Fmi ha un ruolo criminale" e i creditori vogliono "umiliare il governo". Questi i durissimi toni utilizzati ieri da Alexis Tsipras quando si è presentato davanti al Parlamento per riferire sullo stato delle contrattazioni. Il Premier greco ha anche ribadito per l'ennesima volta che il suo esecutivo dirà 'no' a richieste esagerate, comprese dunque le nuove riforme lacrime e sangue che l'Unione Europea vorrebbe vedere approvate per rinnovare i prestiti.

Atene non ci sta a farsi dettare l'agenda politica dalla Troika, ma da Bruxelles il commissario agli affari economici Pierre Moscovici ha ribadito pubblicamente le condizioni della UE: "Facciano riforme, la palla è nel loro campo... È assolutamente falso dire che la Commissione voglia imporre misure di austerità. Juncker ha personalmente proposta a Tsipras misure per alleviare il peso sui cittadini, ma attendiamo ancora risposte". Anche lo stesso Juncker ieri ha accusato il governo Tsipras di "non dire le cose come stanno", sostenendo di mentire pubblicamente sulle condizioni poste per rinnovare i prestiti.

Oggi la Banca Centrale di Atene ha rincarato la dose sostenendo che, senza un accordo entro fine mese, non solo la Grecia uscirà dall'Eurozona ma anche dell'Unione Europea: “un percorso difficile che porterebbe dapprima a un default della Grecia, quindi all’uscita del Paese dalla zona euro e dall’Unione europea”. Questa naturalmente è solo la previsione della banca centrale perché, sulla carta, nessun trattato imporrebbe alla Grecia di uscire anche dall'UE in caso di uscita dall'Eurozona.

(Aggiornamento di Stefano Capasso)

La Grecia non rimborsa il Fmi

5 Giugno 2015

Doveva essere oggi il giorno in cui la Grecia avrebbe ripagato una delle tante tranche del debito che ha nei confronti del Fondo Monetario Internazionale, invece Atene ha annunciato che il pagamento verrà posticipato a fine mese. Si trattava peraltro di una tranche non colossale, da 305 milioni di euro. Ma può Tsipras prendere una decisione del genere? Come spiega Repubblica, "si tratta di un evento rarissimo nella storia del Fmi e prevede proprio di raggruppare i pagamenti dovuti nel mese e portarli al termine dello stesso: l'appiglio legale è una simile decisione presa dall'Executive Board di Washington alla fine degli anni Settanta, poi usata dallo Zambia negli anni Ottanta. E' la prima volta, in questa crisi ellenica lunga cinque anni, che salta una rata di rimborso".

Il tutto, inoltre, avviene dopo che Varoufakis aveva più di una volta garantito sulla volontà di pagare da parte del governo. Secondo molti, la decisione è stata presa per testare quale sarà la reazione dei creditori e per capire se c'è la possibilità che il pacchetto di riforme richieste venga ulteriormente modificato, visto che l'ultima serie di proposte è stata giudicata "irricevibile".

Il problema, come sempre, è che il tempo stringe: a fine giugno la Grecia dovrà restituire un totale di 1,6 miliardi; sempre a fine mese si chiude il programma ponte che permette ad Atene di restare nell'eurozona. Per non far precipitare le cose, è necessario trovare un'intesa e sbloccare i nuovi 7,2 miliardi di aiuti. Una situazione molto delicata, che fa crescere il rischio di una Grexit che, è il timore, spingerebbe la Grecia nelle braccia della Russia; cosa che peraltro sembra essere ai primissimi posti nelle attenzioni di Barack Obama.

Per il momento, però, le posizioni sono ancora molto distanti: la Grecia ha rifiutato le proposte della ex Troika, che prevedevano di alzare l'Iva, toccare il sistema pensionistico e rinunciare alla re-introduzione della contrattazione collettiva. E non poteva andare diversamente, visto che accettare quelle condizioni avrebbe portato alla sicura rottura con la sinistra di Syriza.

Tsipras, al contrario, ha presentato un programma in cui si parla anche della ristrutturazione del debito, che non è ancora presa in considerazione in ambito internazionale. Situazione complessa: la distanza con l'Europa è ancora importante, l'impossibilità in quel quadro politico di accettare le condizioni imposte potrebbe far saltare il prestito, allo stesso tempo cedere all'Europa farebbe probabilmente cadere il governo. E in effetti è anche per queste ragioni che molti iniziano a vedere nelle elezioni anticipate una possibile via d'uscita.

bce troika grecia tsipras

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