Putin: “La Russia non aggredisce. Si rispettino gli accordi di Minsk”

In una lunga intervista al Corriere della Sera il presidente russo Vladimir Putin parla a 360° della Russia e del suo ruolo sulla scena globale

Da quindici anni Vladimir Putin è l’uomo più potente di Russia: presidente, premier e poi ancora presidente. Fra quattro giorni, il 10 giugno sarà all’Expo di Milano per la Giornata della Russia all’Expo 2015. Giocando d’anticipo, il direttore del Corriere della Sera Lucio Fontana lo ha incontrato per parlare del presente e del futuro della Russia.

Secondo Putin il deterioramento dei rapporti fra Ue e Russia è responsabilità dell’Unione che ha imposto limitazioni nel commercio e nell’attività economica. Per l’Italia queste limitazioni si sono rivelate un boomerang, con un notevole crollo dell’export verso est.

Il presidente russo cita le cifre dei rapporti fra Russia e Italia: il valore di interscambio cresciuto di 11 volte negli ultimi anni, fino a raggiungere 49 miliardi di dollari, le 400 aziende italiane operanti in Russia, l’Italia come terzo acquirente dell’energia russa, senza dimenticare il milione di turisti russi che nel 2014 hanno speso circa un miliardo di euro nel nostro Paese.

Si parla spesso delle risorse energetiche, ma il vero tesoro della Russia sono le sue risorse naturali, l’immensità di un territorio che, con lo spostamento a nord delle coltivazioni dovuto ai cambiamenti climatici, diventerà, sempre di più, il granaio e l’orto del mondo.

Il settore agricolo continua a crescere al ritmo di un +3,4-3,5% all’anno, la Russia è il terzo esportatore di cereali e ha le più grandi riserve d’acqua dolce del mondo. In un mondo che viaggia verso gli 8 miliardi di abitanti e che dovrà far fronte a una crescente domanda di cibo, una superpotenza va “misurata” anche sulla disponibilità di risorse alimentari e idriche.

Per Putin l’Europa ha cercato di costruire con la Russia “rapporti puramente su base materiale ed esclusivamente a proprio favore”. Il presidente russo si riferisce in maniera particolare all’energia e alla “riluttanza a riconoscere la legittimità delle nostre azioni e a collaborare con le unioni di integrazione nello spazio post-sovietico, mi riferisco all’Unione doganale che ora è diventata l`Unione economica euroasiatica”.

Putin si domanda:

Perché quando si integrano i Paesi europei è considerato normale, ma se noi nello spazio post-sovietico facciamo lo stesso si cerca di interpretarlo come il desiderio della Russia di ricostruire una specie di impero? Non capisco questi approcci. Tempo fa ho parlato della necessità di creare uno spazio economico unico da Lisbona a Vladivostok. E in realtà molti anni prima di me anche il presidente francese De Gaulle aveva detto qualcosa di simile.

Putin immagina uno spazio economico che vada da Lisbona a Vladivostok, ma la sua “visione” cozza con quella di Ue e Stati Uniti che hanno stimolato i disordini di Kiev dando il via alla guerra in Ucraina proprio per contrastare le ambizioni egemoniche della Russia.

Facciamoci una domanda: a cosa sono serviti il colpo di Stato. la guerra civile, la disfatta economica se l’esito è stato lo stesso? Non eravamo per niente contrari alla firma dell’accordo tra l’Ucraina e l’Ue. Però, certo, volevamo partecipare all’elaborazione delle decisioni finali, considerando che l’Ucraina sia allora che adesso fa parte della zona di libero scambio della CSI e ci sono impegni reciprochi che ne derivano. Com’è possibile ignorare questo fatto e non rispettarlo? Non riesco a capirlo. Lo chiedo a molti miei colleghi, inclusi europei e americani.

Putin chiede all’Occidente di spingere affinché Kiev faccia “tutto ciò che è stato concordato a Minsk”:

Oggi i nostri partner sia in Europa sia negli Stati Uniti devono esercitare un’adeguata influenza sulle autorità di Kiev perché facciano tutto ciò che è stato concordato a Minsk,

aggiunge Putin che non si tira indietro quando gli viene chiesto delle incursioni degli aerei russi sull’Atlantico. Putin spiega come la spesa militare della Nato sia superiore di 10 volte a quella russa:

A volte mi fanno osservare che i nostri aerei volano fin sopra l’Oceano Atlantico. Il pattugliamento con aerei strategici di zone lontane lo facevano solamente l’URSS e gli USA all’epoca della “guerra fredda”. Ma la nuova Russia, all’inizio degli anni Novanta, lo ha abolito, mentre i nostri amici americani hanno continuato a volare lungo i nostri confini. Per quale ragione? Così alcuni anni fa abbiamo ripristinato questi sorvoli: ci siamo comportati aggressivamente? Vicino alle coste della Norvegia ci sono i sommergibili americani in servizio permanente. Il tempo che ci mette un missile a raggiungere Mosca da questi sottomarini è di 17 minuti. E volete dire che ci comportiamo in modo aggressivo.

Simili iniziative sono, per Putin, la risposta alle minacce ricevute. E conclude dicendo:

Solo una persona non sana di mente o in sogno può immaginare che la Russia possa un giorno attaccare la Nato. Sostenere quest’idea non ha senso, è del tutto infondata. Forse qualcuno può essere interessato ad alimentare queste paure.

Il messaggio è chiaro: la Russia non smobilita e vuole continuare a giocare un ruolo preminente sullo scacchiere internazionale.

Vladimir Putin

Via | Corriere

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