Papa Francesco a Sarajevo: “Difendere l’uguaglianza per opporsi alla barbarie”

Diciott’anni dopo Papa Wojtyla, un altro Sommo Pontefice visita la città nella quale convivono sinagoghe, chiese e moschee

Diciott’anni dopo Karol Wojtyla, Papa Francesco arriva a Sarajevo, la cosiddetta “Gerusalemme d’Occidente” nella quale convivono etnie e religioni molto diverse che hanno attraversato la guerra per giungere a quello che il pontefice chiama “un bel cammino di pace”.

Un viaggio-lampo quello di Bergoglio che è arrivato alle 9 all’aeroporto della capitale bosniaca ed è stato accolto da Dragan Covic, membro croato della Presidenza, per poi raggiungere la sede della Presidenza dove ha tenuto il suo discorso alle autorità politiche del Paese.

Papa Francesco ha ricordato come il “crocevia di culture, nazioni e religioni” sia tangibile nel tessuto urbanistico della città nella quale sinagoghe, chiese e moschee convivono a poca distanza l’una dall’altra. Un mix di culture che richiede “di costruire sempre nuovi ponti e di curare e restaurare quelli esistenti”.

Per Francesco la Bosnia Erzegovina è parte integrante dell’Europa e occorre uno sforzo comune affinché “i processi di pace diventino sempre più solidi e irreversibili”. Tocca alla politica farsi “garante” della salvaguardia dei diritti fondamentali degli individui:

Abbiamo tutti bisogno per opporci con successo alla barbarie di chi vorrebbe fare di ogni differenza l'occasione e il pretesto di violenze sempre più efferate, di riconoscere i valori fondamentali della comune umanità, valori in nome dei quali si può e si deve collaborare, costruire e dialogare, perdonare e crescere, permettendo all'insieme delle diverse voci di formare un nobile e armonico canto, piuttosto che urla fanatiche di odio. Perché ciò avvenga è indispensabile l'effettiva uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e nella sua attuazione, qualunque sia la loro appartenenza etnica, religiosa e geografica: così tutti indistintamente si sentiranno pienamente partecipi della vita pubblica e, godendo dei medesimi diritti, potranno attivamente dar il loro specifico contributo al bene comune.

ha concluso il pontefice.

Elevatissime le misure di sicurezza prese dalle autorità locali per garantire la sicurezza di Papa Francesco. In Bosnia sono infatti attive molte cellule jihadiste e, proprio alla vigilia della visita nei Balcani, lo Stato islamico ha pubblicato in Rete un video nel quale richiama alla jihad i mujaheddin bosniaci, kosovari e albanesi chiedendo che siano vendicate “le umiliazioni dei musulmani” nell’ex Jugoslavia.

BOSNIA-VATICAN-POPE-FRANCIS-VISIT

Via | Vatican Insider

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO