USA 2016: i democratici ancora in cerca dello sfidante per Hillary Clinton

Probabile la candidatura dell'eroe di guerra Jim Webb. Fantapolitica la discesa in campo di Bloomberg

Jim Webb

Mancano ormai poco più di sei mesi all'inizio delle primarie per le presidenziali Usa del novembre 2016, e se il campo repubblicano è quantomai affollato (a oggi almeno 11 contendenti sicuri, più qualche altro indeciso) e senza un chiaro front-runner, da parte democratica la situazione è esattamente l'opposta: pochi candidati, al momento solo quattro, e una vincitrice annunciata: Hillary Clinton.

Gli sfidanti sono poco più che candidati di bandiera: Bernie Sanders, 73 anni, esponente dell'ala più di sinistra del partito, Lincoln Chafee, ex repubblicano ed ex indipendente, e Martin O'Malley, governatore del Maryland che probabilmente vede il palcoscenico delle primarie come l'occasione per farsi conoscere dal grande pubblico e magari per entrare nella lista di potenziali vicepresidenti.

Manca però un nome forte, e sono in molti ad attendere che nelle prossime settimane si faccia avanti: lo vogliono i democratici avversi alla Clinton, ma lo vogliono anche i sostenitori dell'ex First Lady, timorosi che una "passeggiata" nelle primarie possa paradossalmente indebolire la candidata in vista dell'appuntamento di novembre, mentre il vincitore repubblicano, chiunque sarà, potrà contare su un consenso costruito voto su voto.

Abbondano perciò le speculazioni su possibili candidati dell'ultima ora in grado, se non di impensierire, quantomeno di rendere più vivace la competizione. Esclusa ormai Elizabeth Warren, che ha rispettato la sua promessa di non candidarsi, la rosa di nomi si restringe a tre, e cioè, dal più probabile al più fantasioso:

Jim Webb. Pressoché sconosciuto al di fuori dei confini Usa, Webb è invece un noto eroe della guerra del Vietnam e autore di diversi libri, con cui ha anche vinto un Emmy. 69 anni splendidamente portati, senatore della Virginia dal 2007 al 2013, negli anni '80 è stato Segretario alla Marina con Ronald Reagan, pur non essendo mai entrato nel partito Repubblicano. Entrato nel Partito Democratico, con posizioni moderate, ha proseguito negli anni '90 l'attività di giornalista ed esperto di politica estera. Nel 2008 si è molto parlato di lui come possibile vicepresidente scelto da Obama, ma Webb disse di non essere interessato alla carica. Nel 2014 ha annunciato di voler esplorare la possibilità di candidarsi alle presidenziali, e nei giorni scorsi ha dichiarato che la decisione arriverà "molto presto". Aggiornamento 30 giugno 2015: Jim Webb ha ufficializzato la candidatura.

Andrew Cuomo. Era lui l'uomo su cui puntavano i Democratici se la Clinton avesse deciso di non correre. Governatore dello Stato di New York, figlio di Mario Cuomo, recentemente scomparso, è molto amato e popolare, quasi un predestinato alla Casa Bianca. Ma, proprio per questo, e visto che è relativamente giovane (57 anni) è probabile che decida di aspettare un momento più propizio, quando sarà favorito alla vittoria. Oppure che aspetti la chiamata alla vicepresidenza da parte della Clinton.

Michael Bloomberg. Ci sono due eterni candidati alle primarie, che però non si candidano mai: uno è Donald Trump, l'altro è Michael Bloomberg. Ma se Trump fa tutto da solo, annunciando e negando la candidatura, Bloomberg viene sempre tirato in mezzo da altri, in questo caso il New York Post, secondo cui il tycoon ex sindaco della Grande Mela sarebbe stato avvicinato da alcuni democratici che gli avrebbero chiesto di correre in funzione anti-Hillary. E pazienza se Bloomberg non è neanche un Democratico (è un indipendente ex Repubblicano) e che imbastire una campagna dal nulla a sei mesi dalle primarie è praticamente garanzia di sconfitta.

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