Salerno-Reggio Calabria, 5 senatori Ncd: "Delrio intervenga o lasciamo maggioranza"

L'annuncio dei cinque mette in difficoltà il Governo Renzi, che può contare su 9 senatori in più rispetto alla minoranza

Graziano Delrio su dissidenti del Pd

In Senato, la maggioranza che sostiene il Governo Renzi, dopo l'uscita dei Popolari per l'Italia, può contare su nove parlamentari in più rispetto all'opposizione. Ma dopo le elezioni regionali, la situazione per l' esecutivo in carica si complica ulteriormente. Ben 5 senatori di Ncd- Area Popolare minacciano di non continuare ad offire il loro appoggio nel caso in cui il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, non prenda provvedimenti sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria.

A renderlo noto, in una nota, sono stati i diretti interessati: Antonio Gentile, Giovanni Bilardi, Guido Viceconte, Piero Aiello e Ulisse Di Giacomo: "Siamo pronti ad autosospenderci dalla maggioranza se il ministro Delrio non verrà in Calabria e non prenderà subito provvedimenti urgentissimi sul viadotto Italia: a luglio ed agosto la Calabria si bloccherà con danni ingentissimi a tutta la sua economia e a quella della Lucania e della Sicilia".

Il tratto autostradale oggetto dell'attenzione dei senatori ha ancora molti cantieri aperti e, a loro avviso, non ci sarebbero stati progressi significativi negli ultimi mesi, né sarebbero state studiate opportune soluzioni alternative. In sostanza, per i 5 centristi, il danno per la Calabria e la Sicilia, causato dai ritardi accumulati, inciderà fortemente sull'economia di Calabria e Sicilia nel periodo di luglio-agosto, fondamentale per il turismo.

Ecco cosa scrivono a riguardo i senatori: "Siamo stati dal prefetto di Cosenza insieme al collega Paolo Naccarato e dal dott. Tomao avviamo avuto risposte serie: nella migliore delle ipotesi, ma si tratta di un'ipotesi ottimistica e quasi irrealistica, per agosto sara' aperta una carreggiata del tratto autostradale bloccato da mesi [...] Siamo disponibili al confronto con qualsiasi forza politica e istituzionale per il bene della Calabria e del Sud, ma ci esoneriamo sin da ora dalle responsabilità per quanto accadrà nei mesi di luglio e di agosto".

Quanto si possa fare per sbloccare la situazione da qui a luglio è difficile dirlo. E a quali risultati concreti puntino i cinque rimane abbastanza vago. Quello che è certo è che il segnale politico è da non sottovalutare. Già sulla Riforma della Scuola, Renzi rischia di non avere i numeri, ma con l'uscita di altri dissidenti di Ncd le elezioni anticipate si fanno più vicine.

Ai cinque di oggi, vanno aggiunti anche altre personalità del partito di Alfano che potrebbero decidere di revocare l'appoggio al governo. In prima linea contro il "lealismo" del Presidente al premier c'è Nunzia De Girolamo, ma anche Gaetano Quagliariello, dopo il voto amministrativo, ha incominciato a mettere in forse la permanenza al governo.

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