Sondaggi politici, 9 giugno 2015: crolla il Partito Democratico

Continua il boom di Lega Nord e Movimento 5 Stelle, nei sondaggi politici di Swg.

sondaggi politici giugno 2015

I sondaggi politici registrano ufficialmente quello che si poteva immaginare: dopo le elezioni regionali si cominciano a sentire le conseguenze del voto anche sulle preferenze degli italiani, seguendo le solite logiche di effetto band-wagon per cui, dopo le elezioni, chi è stato percepito come vincitore si rafforza ulteriormente. E al di là del risultato finale di 5-2 per il Partito Democratico, su scala nazionale il Pd non è certo stato considerato come vincitore, anzi; ruolo che invece è sicuramente spettato alla Lega Nord di Matteo Salvini e al Movimento 5 Stelle, che ha fatto molto bene in elezioni locali per la prima volta nella sua (breve) storia, e che soprattutto ha mostrato come sia in grado di andare bene (forse anche meglio) nonostante il graduale ritirarsi dietro le quinte di Beppe Grillo.

Ma partiamo dal grande sconfitto in termini di voti assoluti: il Partito Democratico. Secondo i sondaggi Swg, il Pd cala ancora, cedendo addirittura due punti e mezzo e passando così dal 37,5 al 35%. Si tratta di numeri ancora elevati, ma il trend che procede da un bel pezzo e preoccupante ed è stato anche accelerato dai risultati delle regionali. Va inoltre notato come Swg sia uno degli istituti che attribuisce al Pd i risultati più alti.

Dove cala il partito guidato da Matteo Renzi, crescono invece ulteriormente Movimento 5 Stelle e Lega Nord. Il M5S guadagna ben due punti e mezzo, raggiungendo quota 20,7 e superando nuovamente la soglia psicologica del 20%. Chi compie un ulteriore balzo in avanti, un salto che probabilmente nessuno si sarebbe aspettato è la Lega Nord, che cresce ancora e arriva addirittura al 16,1%, guadagnando più di due punti. Sia nel caso di Salvini che nel caso del M5S è chiaro come la "vittoria" percepita dall'elettorato alle ultime elezioni abbia dato loro nuovo sprint.

Non si muove di una virgola invece Forza Italia, che rimane stabile al 13,9%, ma che soprattutto grazie all'exploit di Giovanni Toti in Liguria evita quel tracollo che molti avevano dato per scontato dopo il voto, soprattutto visto che nemmeno Raffaele Fitto, in Puglia, ha ottenuto un risultato tale da accelerare le disgregazione del partito. Tra i partiti minori, da segnalare Fratelli d'Italia al 4%, Sel al 3,4%, il Nuovo Centrodestra al 3%.

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