Aung San Suu Kyi in visita in Cina si prepara alle elezioni di novembre

Il premio Nobel per la pace si presenta a Pechino come leader politico e non come attivista per i diritti umani

CHINA-MYANMAR-DIPLOMACY

L'Occidente è stato sempre abituato a vedere Aung San Suu Kyi come un'icona dei diritti umani, a seguito degli anni di carcere per essersi opposta alla dittatura in Birmania, ma da ora in poi bisognerà abituarsi a vederla nei panni di leader politico – quale d'altronde era prima della carcerazione – con tutto ciò che ne consegue. Per questo è particolarmente significativa la visita del premio Nobel per la Pace in Cina, in corso in questi giorni: significativa perché mentre i media occidentali auspicano un intervento di Aung San Suu Kyi a favore del dissidente (e Nobel per la Pace) Liu Xiaobo, la visita sembra finora orientata alla realpolitik, e alla stipula di solide alleanze in vista delle elezioni birmane di novembre.

Anche se Aung San Suu Kyi non potrà diventare presidente della Birmania visto che la costituzione varata dalla giunta militare inibisce la carica a chi si è sposata con un cittadino straniero (come Aung), resta comunque leader della Lega Nazionale per la Democrazia, che è il partito favorito per le elezioni, e in molti ritengono che, presto o tardi, la costituzione verrà cambiata e Aung San Suu Kyi diventerà capo dello Stato. Per questo per lei è importante trovare alleati nei paesi vicini, e per la Cina è importante avere una "testa di ponte" nella politica birmana.

I rapporti tra Birmania e Cina sono stati ottimi per molti anni, ma si sono notevolmente raffreddati nel 2011, quando il presidente Thein Sein si è alleato con gli Usa promettendo una serie di riforme. Parte delle diatribe tra Cina e Birmania riguardano poi episodi di violenza ai confini tra i due paesi: in Cina hanno trovato rifugio i ribelli del Kokang, regione birmana di confine, ma di origine cinese. Peraltro molti ribelli sono ex membri del Partito Comunista birmano, sciolto dai militari e un tempo guidato dal padre di Aung San Suu Kyi.

I temi affrontati nell'incontro tra Aung San Suu Kyi e Xi Jinpin sono top secret, e la stampa non è stata invitata a incontri pubblici, ma è chiaro che i rapporti tra Birmania e Cina saranno al centro dei colloqui, così come è sicuro che non ci saranno accenni alla situazione di Liu Xiaobo, che sta scontando una condanna di 11 anni di carcere per essersi opposto al regime. La stessa situazione di Aung San Suu Kyi, che però oggi è soprattutto un leader politico in cerca di appoggi di peso per la vittoria elettorale (e infatti, non a caso, nei comunicati ufficiali del governo cinese viene sempre definita "leader politico" e non si fa mai accenno al Nobel per la Pace).

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