Il governo Renzi rischia la crisi?

Le tensioni dopo la richiesta d'arresto del senatore Ncd potrebbero giocare un brutto scherzo a una maggioranza già ampiamente sotto pressione.

crisi di governo renzi

Che la rottura del patto del Nazareno - per tornare al passato non più così recente - potesse essere il primo masso che avrebbe poi dato via alla frana lo si era sottolineato, ma forse non abbastanza. La sicumera con cui Matteo Renzi aveva portato a termine l'operazione-Mattarella faceva pensare che avesse fatto i suoi calcoli.

Eppure, già allora qualcosa non tornava, viste le pesanti tensioni con la minoranza Pd e qualche agitazione di troppo anche all'interno del Nuovo Centrodestra. Il colpo preso alle elezioni regionali, soprattutto dal punto di vista simbolico, e qualche altro addio al Senato hanno portato nuove agitazioni in seno al governo e ristretto la pattuglia della maggioranza nella camera più ballerina, tanto che il primo segnale che forse la clessidra è girata anche per Renzi si è avuto poco dopo: i grandi giornali hanno iniziato a vociferare di un possibile sostituto come primo ministro, per esempio Andrea Orlando (così Repubblica).

Ora, il passato recente insegna che quando i grandi quotidiani iniziano a far circolare voci di questo tipo è il segnale che entro breve qualcosa potrebbe succedere. E in effetti al ritorno in grande stile di Mafia Capitale - che già mette il Partito Democratico in seria difficoltà - si aggiunge ora la richiesta d'arresto del senatore del Nuovo Centrodestra Azzollini.

Quest'ultima questione, almeno per il momento, è la più delicata. Al Senato il Nuovo Centrodestra conta su 36 seggi. Essendo ormai la maggioranza ridotta a nove senatori (se si escludono i 5 senatori a vita), è facile capire come basterebbe poco per portare a una crisi. Nonostante questo, la strada per il Pd è obbligata: dire "sì" alla richiesta d'arresto, come fatto anche per l'esponente dello stesso Pd Genovese e per non diventare preda facile dei giustizialismi di Lega Nord e Movimento 5 Stelle.

Il vero dubbio è: come reagirà il Nuovo Centrodestra? Accetterà senza colpo ferire che il partner di governo mandi in carcere un suo uomo? Per il momento dalle parti di Alfano si fa quadrato attorno ad Azzollini, ma bisognerà capire a breve come reagire a quella che è la strada obbligata di Renzi e del Partito Democratico. Considerando quanto poco Alfano e i suoi abbiano voglia di tornare a elezioni, dove si troverebbero a fare i conti con il loro minimo gradimento nell'elettorato, la cosa più probabile è che, alla fine, il Ncd accetti l'arresto di un suo uomo, seguendo il ritornello "ci siamo staccati dal Pdl perché la decadenza di Berlusconi non facesse cadere Letta, adesso non possiamo far cadere Renzi per l'arresto di Azzolini".

Un problema ulteriore, però, è che all'interno del Ncd non tutti seguono la linea ipergovernativa di Alfano. E visti i numeri risicati della maggioranza al Senato, basterebbe che qualche "malpancista" si desse un po' da fare per portare il governo a una crisi inevitabile. L'ultima àncora di salvezza possibile, a quel punto, sarebbe il soccorso azzurro di Verdini. Che farebbe rivoltare più o meno la totalità dell'elettorato democratico.

In tutto questo, cresce la voglia di Matteo Renzi di andare a elezioni, confidando che i dati incoraggianti sull'economia si trasformino in qualcosa di strutturale. Ma c'è sempre il solito enorme ostacolo da superare: la riforma del Senato.

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