Matteo Renzi deluso dalle amministrative: "Tornerò a fare il Renzi"

Il premier ammette parzialmente la sconfitta elettorale alle amministrative ma "non ci sono alternative" al suo governo

16:05 - In direzione PD il segretario Matteo Renzi, prendendo la parola, ha rispolverato l'analisi sul voto pubblicata questa mattina in una conversazione tra lui ed il giornalista Massimo Gramellini de La Stampa: una suggestione, quella di Renzi, che vuole un governo saldo e forte, ma che mostra un panorama politico (e parlamentare) piuttosto complicato da governare.

In direzione PD Renzi sembra fare il Berlusconi di un tempo, anche se con tutt'altra dialettica e tutt'altra terminologia politica rispetto all'ex Presidente del Consiglio: governo forte, riforme giuste, barra dritta per quanto riguarda l'attività direttamente controllabile (e non politica, di esecutivo), difficoltà nella gestione del partito, Parlamento ostile e quadro internazionale avverso per quanto riguarda invece gli elementi di disturbo al manovratore.

Certo appare lontano il destino di Berlusconi nel 2011 e, probabilmente, la legislatura terminerà "nella sua scadenza naturale", il 2018, come va ripetendo Renzi dal primo giorno di Palazzo Chigi. Ma Renzi, che politicamente non è uno sprovveduto, sa bene che il controllo del Partito Democratico, e delle sue mille anime, si rende oggi necessario per evitargli un calo nei consensi ed il rischio di ritrovarsi spalle al muro nel giro di pochi mesi: la riunione dei deputati dem dedicata all'elezione del nuovo capogruppo alla Camera in sostituzione del dimissionario Roberto Speranza, aperta dal segretario questo pomeriggio, è il primo passo verso quello che Renzi ha definito come un ritorno alle origini ma che, piuttosto, può rivelarsi l'ennesima riforma (interna al partito) dell'ex rottamatore.

Per il ruolo di capogruppo alla Camera il premier ha candidato l'attuale vicepresidente vicario Ettore Rosato, definendolo il "candidato naturale in una logica di continuità" che tuttavia nelle reali intenzioni di Renzi non deve esserci, dopo la dipartita di Speranza.

ITALY-CANADA-DIPLOMACY

16 giugno 2015, ore 08:52 - In un'intervista concessa a Massimo Gramellini del quotidiano LaStampa il premier Matteo Renzi fa il punto sulla vittoria zoppa (o sconfitta o in qualunque altro modo la si voglia chiamare) nelle elezioni amministrative: sembrava che lo schiaffo genovese potesse essere arginabile ma in questo caso porgere l'altra guancia, quella di Venezia, non ha portato nulla di buono.

La battuta d'arresto del suo Partito Democratico, per il quale il premier vede "conclusa" la stagione delle primarie (fino a ieri il fiore all'occhiello dem, ma le convinzioni son fatte per essere riviste) avrebbe persuaso Matteo Renzi ad un ritorno alle origini: basta con quello che l'autore definisce "Renzi 2", quello dialogatore e federatore delle mille anime del suo partito, e evviva il ritorno al "Renzi 1", il rottamatore: "Queste elezioni dicono con chiarezza che con il Renzi 2 non si vince. Devo tornare a fare il Renzi 1. Infischiarmene dei D’Attorre e dei Fassina e riprendere in mano il partito. [...] Una cosa è certa: le primarie sono in crisi. Dipendesse da me, la loro stagione sarebbe finita" dice il premier.

Una suggestione politicamente interessante quella offerta dal Renzi 1, che sembra essersi infranta con la realtà quotidiana del Renzi 2, oggi desideroso di un ritorno alle origini. Il perchè è presto detto: nelle urne gli italiani votano con pudicizia: "Questo è un paese moderato, vince chi occupa il centro. Con personalità. Perché se invece degli originali corrono le copie, allora non funziona. In Liguria la Paita non ha perso perché il candidato di Civati le ha tolto dei voti che probabilmente non sarebbero andati comunque a lei. Ha perso perché nell’ultima settimana il 5 per cento degli elettori di centro si è spostato verso Toti" ha spiegato Renzi.

La sconfitta aretina però brucia più di ogni altra, ben più della delusione veneziana di Felice Casson, incapace di attrarre i voti pentastellati e schiacciare il centrodestra, in Veneto un vero rullocompressore elettorale. La città della favorita ministra Maria Elena Boschi cade infatti tra le grinfie del centrodestra, una sconfitta che si fa ancor più bruciante se si guarda alle candidature proposte: "Ha sempre vinto uno che di cognome faceva Fanfani" spiega Renzi "I miei giudizi sul voto di domenica non sono in bianco e nero. In alcuni casi, è vero, perdiamo per mancanza di organizzazione. In altri però, come a Mantova, vinciamo dove la Lega è forte. La verità è che ormai la gente vota come le pare, sulla base della persona".

E l'azione di governo? Per il premier si tratta di una stagione "straordinaria", con qualche errore e senza mai concedere l'onore delle armi al precedente esecutivo, defenestrato con una violenza politica che nell'era della Seconda Repubblica si era vista solo tra Berlusconi e Fini: "Al governo abbiamo fatto cose tecnicamente straordinarie: lavoro, giustizia, legge elettorale, divorzio breve, diritti civili. Anche l’immagine all’esterno è molto migliorata. Non siamo più i malati di Europa e durante l’ultimo G7 gli elogi pubblici di Obama alle nostre riforme sono stati quasi imbarazzanti. E basterebbe dare uno sguardo alle pratiche che abbiamo ereditato per capire che non è affatto vero che Letta era più competente di me, come ha scritto qualcuno".

L'avvicinarsi della chiusura, in Parlamento, della stagione riformista dell'ex-rottamatore impongono un'accelerata sostanziale alla grande macchina renziana, che va ripresa saldamente sotto controllo a partire proprio dal Partito Democratico e dalle sue mille e travagliatissime anime: "Devo tornare a fare il Renzi pure lì. E farlo davvero. Infischiandomene delle reazioni per aprire una discussione dentro il mio partito. Al governo non c’è mai stata un’infornata di persone in gamba come a questo giro. Penso alle nomine che abbiamo fatto: De Scalzi all’Eni, Starace all’Enel e Moretti a Finmeccanica. La vera accusa che mi si dovrebbe rivolgere non è di avere messo i miei al governo, ma di non averli messi nel partito".

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