Elezioni politiche nel 2016? L'ipotesi voto anticipato assieme alle comunali

Dopo la delusione delle amministrative, Renzi guarda alle comunali del 2016 e pensa al voto anticipato

Matteo Renzi, Italicum, lettera e voto anticipato


I risultati dei ballottaggi delle elezioni amministrative, al di là delle possibili letture delle realtà locali, hanno dato un responso preciso: è molto difficile, per non dire impossibile, che la legislatura arrivi alla naturale scadenza del 2018. Per una volta, sia destra che sinistra desiderano andare al voto anticipato: le forze di opposizione perché, rassicurate dalle vittorie alle amministrative, sono convinte di poter sconfiggere Renzi; Renzi perché convinto di poter tornare a fare il rottamatore e andare al governo forte di una legittimazione elettorale e di una maggioranza solida (e leale).

A questo punto la questione è solo il quando. Su questo punto ci sono alcune scadenze a cui pensare: la prima è l'entrata in vigore dell'Italicum, fissata per legge al 1 luglio 2016. Poi c'è la riforma del Senato, ancora in discussione in Parlamento e che, per i tempi tecnici necessari, non potrà andare in porto prima di almeno un anno. Quindi, a conti fatti, il voto anticipato potrebbe collocarsi tra l'autunno 2016 e la primavera 2017. Troppo tardi però per Renzi, perché c'è un altro appuntamento che, nelle ultime ore, è diventato un incubo: quello delle elezioni comunali 2016.

Nella primavera del prossimo anno, torneranno infatti alle urne per il rinnovo dei sindaci Torino, Milano, Bologna, Napoli, Cagliari, più decine di altri comuni. Tra i capiluogo, a parte Torino e Bologna dove (salvo sorprese) il centrosinistra dovrebbe portare a casa la conferma di Fassino e Merola, il Pd rischia la batosta, e perdere in colpo solo Milano e Napoli. Renzi sa benissimo che se, fra un anno, dovesse trovarsi al governo e le amministrative dovessero risolversi in negativo, la sorte del governo sarebbe segnata. Un rischio troppo grande.

Le alternative sono due: o mettere in piedi un rinnovo dell'azione di governo tale da arrivare alla primavera 2016 con un consenso tale da affrontare senza paura le comunali (ma è difficile, tantopiù se alle prese con alleati riottosi e un'opposizione rafforzata), o andare a elezioni anticipate, raggruppare voto amministrativo e politico in un unico election day e puntare tutta la campagna elettorale su Renzi, in modo da trainare il voto locale assieme a quello nazionale, dove il premier è ancora sicuro di poter vincere.

Oltretutto, elezioni nella primavera del 2016 dovrebbero dare il tempo a Renzi di ridare spolvero all'azione del governo, ma non abbastanza all'opposizione. Per quanto riguarda la clausola di salvaguardia dell'Italicum, basta un decreto del governo per abrogarla o anticiparla, mentre la riforma del Senato potrà essere completata nella prossima legislatura. Resta però il fatto che al Senato si voterà con il "consultellum", mentre alla Camera si andrà al ballottaggio e, alla luce degli ultimi risultati, l'idea di Renzi del doppio turno anche alle politiche rischia di riverlarsi un clamoroso boomerang.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO