Madrid, primi problemi per Manuela Carmena: il consigliere di Podemos e il tweet sugli ebrei

La nuova prima cittadina di Madrid costretta a gestire casi delicati della storia dei suoi consiglieri

Guillermo Zapata


Non inizia nel migliore dei modi l'esperienza di Podemos nel comune di Madrid. Il nuovo sindaco Manuela Carmena (eletta con la lista Ahora Madrid che comprende anche Podemos), che si è insediata con la nuova giunta sabato scorso, si è subito trovata a dover affrontare una situazione spinosa riguardante uno dei suoi consiglieri.

Guillermo Zapata, consigliere eletto con Podemos e al quale era stato affidato l'incarico alla cultura, si è "parzialmente" dimesso in seguito allo scandalo dei suoi tweet di "umorismo nero".

Negli ultimi giorni, inevitabilmente, sui social network e sui media si è andati a scavare nel passato dei nuovi nomi della politica madrilena. E' bastato scorrere a ritroso la lista dei tweet di Zapata per trovarne alcuni quantomeno discutibili risalenti anche a quattro anni fa.

Quello più criticato è una barzelletta sugli ebrei: "Come metteresti cinque milioni di ebrei in una 600? Nel posacenere". Tra i tweet di umorismo nero di Zapata anche uno sulle vittime del terrorismo Eta e uno sulla morte di Marta del Castillo, ragazza protagonista di un drammatico caso di cronaca nera.

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Immediate sono scattate le richieste di dimissioni da parte di tutta l'opposizione. In una situazione particolarmente delicata - quella di alleato di governo - anche il leader socialista a Madrid Antonio Carmona ha chiesto al sindaco Carmena di affrontare e gestire al meglio la situazione.

Il risultato è stato una conferenza stampa tenuta ieri da Guillermo Zapata, nella quale non era presente la prima cittadina. Zapata è apparso imbarazzato e mortificato, ha chiesto scusa per quei tweet e ha spiegato che contatterà personalmente le varie associazioni coinvolte per scusarsi direttamente. Poi ha annunciato le dimissioni dall'incarico alla Cultura. Dimissioni a metà, dunque, perché Zapata non lascia il posto in consiglio comunale.

I fatti hanno messo in evidenza la posizione di Manuela Carmena: il neo-sindaco, che ha sempre rivendicato una certa indipendenza da Podemos, ha sì condannato i tweet ma ha evitato di affrontare direttamente il problema. Il dubbio è che il potere di Pablo Iglesias si faccia sentire e condizioni direttamente il suo operato. Il leader di Podemos ha commentato i fatti complimentandosi con Zapata per il senso di responsabilità e ha ironizzato sul fatto che arrivino dimissioni per colpa di barzellette quando nella "vecchia politica" gli scandali legati alla corruzione non hanno mai portato a passi indietro.

Per Carmena, che ieri al suo primo giorno di lavoro si è recata alla sede del Comune in metropolitana, si prospettano nuove grane legate ai suoi consiglieri: Pablo Soto, eletto con la lista Más Madrid, aveva scritto nel 2003 un tweet politico dove si augurava la ghigliottina per l'ex ministro Gallardón. Alba López Mendiola, prima dei non eletti di Ahora Madrd (e che potrebbe dunque subentrare a Zapata in caso di sue dimissioni), fa parlare di sé per un suo status Facebook dove si augurava la morte "pubblica" di Emilio Botín, il fondatore della Banca Santander.

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