Papa Francesco, Enciclica Laudato Si': "Diritto alla proprietà privata non è intoccabile"

Nell'enciclica Laudato Sì, il Papa condanna anche l'economia finanziaria, la sovrapproduzione e il salvataggio "ad ogni costo" delle banche

Papa Francesco Cei 18 maggio 2015

Il 18 giugno esce l'attesissima enciclica ambientale di Papa Francesco, Laudato Si'. Ma è già possibile rendersi conto delle questioni che in essa vengono sviluppate, visto che sulla sulla stampa (anteprima mondiale de L'Espresso) è apparsa una versione non definitiva della lettera pastorale del Pontefice indirizzata ai vescovi della Chiesa. E quello che appare subito chiaro dalla bozza è che Bergoglio non affronterà solo di ecologia, ma anche di temi di temi economici.

Francesco, rispetto alla complessità del presente, non sceglie mai di trattare un tema per volta, piuttosto è convinto dell'interconnessione dei problemi e di un'azione simultanea su più livelli. L'inquinamento, l'alimentazione, le condizioni di lavoro debbono essere considerati insieme, altrimenti si rischia di non essere incisivi. Ciò è emerso dall'inizio del suo pontificato e ha trovato conferma anche nel recente incontro con i vertici Fao.

Ecco allora che in Laudato Si', il Papa prende una posizione molto netta anche su questioni come la proprietà privata e l'economia. Per quanto concerne la prima, scrive:

"ogni approccio ecologico deve integrare una prospettiva sociale che tenga conto dei diritti fondamentali dei più svantaggiati. Il principio della subordinazione della proprietà privata alla destinazione universale dei beni e, perciò, il diritto universale al loro uso, è una ‘regola d’oro’ del comportamento sociale, e il ‘primo principio di tutto l’ordinamento etico-sociale’. La tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata, e ha messo in risalto la funzione sociale di qualunque forma di proprietà privata

Dunque, in un certo senso, Bergolgio si spinge più in là di Giovanni Paolo II, che ha parlato di "legittimo diritto alla proprietà", pur ribadendo che su di essa "grava sempre un’ipoteca sociale".

Il Papa, da sempre fermo oppositore di un'economia finanziaria, basata su un capitalismo di rendita, si è soffermato anche sul salvataggio delle banche ad ogni costo:

"Il salvataggio a ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura"

Inoltre, per Francesco, la riforma di sistema è mancata proprio con la crisi del 2007-2008, quando era necessario porre le premesse per una nuova economia, non più fondata su una perniciosa sovrapproduzione:

"la produzione non è sempre razionale, e spesso è legata a variabili economiche che attribuiscono ai prodotti un valore che non corrisponde al loro valore reale. Questo determina molte volte una sovrapproduzione di alcune merci, con un impatto ambientale non necessario, che al tempo stesso danneggia molte economie regionali. La bolla finanziaria di solito è anche una bolla produttiva. In definitiva, ciò che non si affronta con decisione è il problema dell’economia reale, la quale rende possibile che si diversifichi e si migliori la produzione, che le imprese funzionino adeguatamente, che le piccole e medie imprese si sviluppino e creino occupazione".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO