Europarlamento, nasce l'Enf, il gruppo anti-immigrazione con Le Pen e Salvini

Con 40 membri, il gruppo Enf diventa la principale forza di opposizione a Bruxelles

Alla fine Marine Le Pen ce l'ha fatta: dopo un anno di trattative è riuscita a formare un nuovo gruppo parlamentare al Parlamento europeo, l'Enf (Europa delle azioni e delle libertà). Già lo scorso anno, dopo le elezioni europee, la leader del Front National aveva provato a coalizzare le forze euroscettiche in un unico soggetto, ma non era riuscita a soddisfare i requisiti del regolamento, che prevedono almeno 25 europarlamentari di almeno 7 paesi diversi. La Le Pen era stata beffata da Nigel Farage, che grazie all'alleanza con il M5S aveva formato l'Efdd.

Quel gruppo ha avuto i suoi problemi, e grazie a una fuoriuscita dell'Ukip, e ad altre adesioni arrivate nel frattempo, è nato il nuovo gruppo parlamentare che conta 40 deputati di diversi partiti provenienti da sette Stati membri: un'inglese della UK Independence Party (Ukip), due polacchi del Congresso della nuova destra (Knp), quattro deputati olandesi del partito per la Libertà PVV di Geert Wilders, 4 austriaci dell'FPÖ, 5 italiani della Lega Nord, un belga del Vlaams Belang, 23 francesi del Front national. I co-presidenti sono Marine Le Pen e l'olandese Marcel De Graaff.

"Questo è il risultato di un anno di lavoro, ma anche della voglia di non buttarsi in alleanze affrettate come hanno fatto altri partiti a scapito della loro reputazione", ha spiegato la Le Pen, accusando il presidente dell'Europarlamento Martin Schulz di averli trattati finora come deputati di serie B, e ringraziandolo ironicamente per aver dato loro la forza di formare il nuovo gruppo. Nuovo gruppo che ha come primo punto il no all'immigrazione e all'Unione Europea così come è oggi. Secondo Geert Wilders, fondatore e leader del PVV, "oggi è il D-day, l'inizio della nostra liberazione. Siamo tutti politici provenienti da sette diversi Paesi", ha esordito durante la conferenza stampa, "e credo che questo sia un momento storico. Siamo qui per essere la voce della resistenza dei cittadini europei, difendere la nostra sovranità".

"Con oggi finisce l'inciucio socialista e democristiano al Parlamento europeo", gli ha fatto eco Salvini, "Finalmente ora c'è un'opposizione robusta a Bruxelles contro il pensiero unico, la moneta unica e l'invasione clandestina. Se fossi in Martin Schulz e nei suoi soci di questa unione sovietica europea oggi comincerei a preoccuparmi parecchio". Salvini ha anche poi teso la mano al Movimento 5 Stelle, dicendo di volersi confrontare con loro su immigrazione, moneta unica e commercio. "Sui temi siamo pronti a collaborare con tutti basta che non cambino idea troppo spesso".

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