Maroni: "Contro i clandestini bisogna essere cattivi". I perché della frase a effetto che ha scioccato i perbenisti

«Per contrastare l'immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge» - queste le precise parole del Ministro agli interni Roberto Maroni, parole che gli sono valse una mini-gogna mediatica e i titoli dei giornali di oggi. Ma non è stata solo la sinistra, come parrebbe ovvio, a stigmatizzare i concetti del ministro; anche dalle fila del governo non si sono fatte attendere le voci di dissenso, prima fra tutte quella del suo predecessore di due governi fa, Beppe Pisanu.

Rocordiamo però come in realtà siano state proprio le parole dell'esponente Pdl- del quale tra i principali atti politici ricordiamo le telefonate a Moggi in cui chiedeva aiuto per la Torres Calcio - a provocare la risposta di Maroni.

«È un fenomeno che orienterà i processi economici e sociali dell'Europa per un secolo, non lo si può affrontare con l'orecchio teso alle voci delle osterie della Bassa padana. Esiste un clima emotivo che eccita gli istinti più bassi ed esistono fatti inaccettabili, le violenze, gli stupri che lo alimentano. Ma la tolleranza zero è uno slogan fortunato che non vuol dire nulla». Secondo l'ex ministro, l'Italia dovrebbe accogliere 200-300mila immigrati all'anno. «In Italia non esiste una politica dell'immigrazione - aggiunge -, il Parlamento non via ha mai dedicato una seduta, si è limitato a piccoli provvedimenti sulla spinta di fatti che avevano scosso l'opinione pubblica e la responsabilità della Lega non può essere nascosta»

Mentre dunque prendiamo atto della solidarietà di comodo pervenuta al fu odiato Pisanu da politici insospettabili come Ferrero di Rifondazione Comunista, non possiamo non rilevare la pericolosità del messaggio lanciato da un influente esponente governativo come l'ex-titolare del Viminale. Si è più volte detto come sia necessario cancellare la fama da Bengodi di cui gode il nostro paese all'estero. Accoglienza garantita, espulsioni pressoché inesistenti, uno status di rifugiati che si concede con troppa facilità e anche quando ciò non avvenga, la possibilità di far perdere le proprie tracce. Sappiamo bene infatti quanto sia agevole fuggire da un sistema di centri di raccolta che nessuno sorveglia.

Occorre cambiare del tutto questa immagine, trasmettendo un messaggio di rigore simile a quello degli altri paesi europei, Spagna e Grecia su tutti. È questo il primo semplice passo verso una diminuzione degli arrivi, la cui necessità è ormai condivisa da larga parte dell'opinione pubblica; quella stessa parte che tra poco andrà alle urne. In quest'ottica è da leggersi la portentosa avanzata leghista nei sondaggi. Il Carroccio rimane infatti l'unico partito ad aver capito dove tira il vento, facendosi interprete dei malumori della gente sui due temi più sentiti: sicurezza e immigrazione.

Così vanno lette le dichiarazioni di Maroni, che peraltro non contengono alcunché di rivoluzionario, riferendosi a cattiveria come puro sinonimo di "rigore". Ma il messaggio arriva forte e chiaro. A tutti. O quasi.

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