Spagna: Governo Rajoy verso il rimpasto

Dopo la battuta d'arresto alle comunali, Rajoy è pronto al rimpasto. Previsto qualche avvicendamento e una cambiamento nella strategia di comunicazione

rajoy

Il primo Ministro spagnolo, Mariano Rajoy, procederà a breve, forse già nella giornata di oggi, a un rimpasto di governo. Inoltre, il premier dovrebbe dare il via anche ad importanti cambiamenti ai vertici del Partito Popolare. Entrambe le misure sono più che mai urgenti in vista delle cruciali elezioni politiche di novembre, quando i conservatori saranno sfidati per la guida del paese dal socialista Pedro Sanchez e dai leader dei due partiti anti-casta, Pablo Iglesias (Podemos) e Albert Rivera (Ciudadanos).

Secondo il quotidiano El Pais, ci sarà più di un avvicendamento. Ma l'unica novità sulla quale la stampa iberica è pronta a scommettere sin da ora riguarda l'attuale ministro della sanità, Alfonso Alonso. Quest'ultimo potrebbe essere "promosso" ad incarichi più prestigiosi nell'ambito dell'esecutivo in carica.

Alonso, nella visione del premier, è una personalità "empatica", capace di comunicare in maniera diretta con l'elettorato. Questa qualità, in un momento così difficile, sarebbe fondamentale per recuperare i voti persi alle elezioni autonomiche e comunali. Di cambiamento di politiche economiche e sociali, invece, non se ne parla nemmeno: i popolari sono convinti di essere sempre sulla strada giusta per risolvere i problemi della Spagna.

Ricordiamo che alle comunali del 24 maggio il Partito Popolare è arrivato primo con il 27%, ma ha perso circa 2,6 milioni di voti rispetto al 2011. I popolari hanno perso anche la guida di numerosi regioni e grandi città, fra cui Madrid e Valencia, bastioni del partito da 24 anni, dove sono stati eletti sindaci di Podemos grazie ai voti in consiglio comunale del Partito Socialista.

L'altro dilemma da risolvere per Rajoy è il ruolo di Dolores de Cospedal. Il segretario generale del Pp è percepita come simbolo della vecchia politica, che ha chiuso gli occhi dinanzi a eclatanti casi di corruzione. Per questo motivo, pare che il premier le abbia offerto un un ministero "minore" e la vice-segreteria del partito.

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