Matteo Salvini: "Lega partito di governo"

Salvini al Corriere della Sera: "Ho quadruplicato i voti, andrò a prendere Renzi"

Lo va ripetendo oramai da diversi giorni, Matteo Salvini, ed oramai quello della "Lega partito di governo" è un mantra che, c'è da scommetterci, domani a Pontida assurgerà definitivamente a motto per i militanti: intervistato sul Corriere della Sera in edicola questa mattina il segretario federale del Carroccio affila le baionette e annuncia, non che ce ne fosse bisogno, la sua presenza per domani al tradizionale raduno leghista.

Pontida è, più di ogni altro, il luogo della catarsi leghista, il "grande prato" dove i "popoli del nord" invocavano, minacciandola, "la secessione" da Roma: oggi la lega secessionista è molto ridimensionata, in virtù di un consenso politico che il segretario Salvini vuole raccogliere ovunque lungo lo Stivale, financo in Sicilia (dove di appoggio, va detto, il leader del Carroccio ne ha eccome). La scommessa politica di Salvini, una sorta di de-leghizzazione della stessa Lega ed un apertura ad altre realtà sociali (tutte rigorosamente nazionali, o "sovrane" che dir si voglia), sembra che sino ad oggi abbia premiato, in consensi, il simbolo di Alberto da Giussano (o quel che ne rimane, dopo la scelta di creare Noi Con Salvini).

Oggi a Milano il congresso organizzativo della Lega Nord potrebbe sancire la fine definitiva del secessionismo in salsa verde e l'apertura a poltiche federali molto diverse dal passato, anche se in buona sostanza sulla medesima linea semi-autonomista:

"[... ] è vero che stiamo aprendo il movimento. Il nostro programma sarà costruito insieme a parecchie decine di professori - assai diversi da Monti o dalla Fornero - e nelle prossime settimane avvierò una campagna di ascolto fitta di confronti con associazioni imprenditoriali e sindacali. Diversamente da quel che fa Renzi, un uomo solo contro tutti, la nostra proposta nascerà dal confronto. [...] Le nostre battaglie storiche restano, dalla sicurezza al no a questo euro e all’immigrazione irresponsabile. In più, vogliamo dire a tutti che noi ci siamo, e siamo pronti a confrontarci su ogni tema, anche quelli non leghisti."

Una Lega diversa, di fatto avente alla base quasi una sorta di think tank, ma che secondo Salvini non rinuncerà alle proprie battaglie storiche. Nella confusione "da manifesto" una sola sembra essere la chiave di volta che sembra giocarsi lo stesso Salvini, la lotta a oligopoli e grandi attori (nell'intervista al quotidiano RCS cita la Siae), non precisando tuttavia come portare avanti questa lotta. Fatto sta che, spiega al Corsera il segretario, l'obiettivo politico leghista oggi è Palazzo Chigi:

"La Lega è un movimento di liberazione. Questo diremo domani a Pontida, questo costruiremo da qui in avanti: un partito di liberazione e di governo. [...] l’Italia va liberata. Non dall’occupante straniero, ma da uno statalismo che non allenta la presa, anzi: azzanna più forte. Renzi è lo statalismo. Renzi è il simbolo di uno Stato di polizia fiscale e di un regime economico."

Martedì il leader del Carroccio incontrerà Silvio Berlusconi: un incontro che sarà assolutamente politico ma sul quale Salvini non sembra puntare molte speranze. Di più, sembra almeno nelle parole, sembra puntare invece su un avvicinamento con il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo, anche se da parte del comico genovese la porta, per ora, è sempre stata chiusa:

"Varie volte io ho cercato di parlare con Beppe Grillo. La risposta è sempre stata la stessa: “Non mi interessa” [...] mai dire mai."

chiosa Salvini.

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