Torino, Papa Francesco ai Valdesi: "Da parte della Chiesa vi chiedo perdono"

Bergoglio compie un gesto che in 800 anni nessun Pontefice ha fatto. Bernardini: "Francesco decisivo per la riapertura del dialogo"

Papa Francesco si congratula con Lorenzin e medici

Aggiornamento 13.30 - Ad accogliere Papa Francesco, nella chiesa di corso Vittorio Emanuele II, c'erano il moderatore della Tavola Valdese, il pastore Eugenio Bernardini, il presidente del Concistoro della Chiesa Evangelica Valdese di Torino, Sergio Velluto, e il titolare della Chiesa Evangelica Valdese di Torino, pastore Paolo Ribet.

Bernardini ha donato una bibbia del 1532 a Bergoglio, e insieme con il vescovo di Roma ha recitato il Padre Nostro. Papa Francesco, poi, ha pronunciato le tanto attese parole dai Poveri di Lione:

"Da parte della chiesa cattolica vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi"

Per parte sua, Paolo Ribet, rivolgendosi al Papa ha detto:

"La incontriamo con gioia come un nuovo fratello nel nostro percorso"

Torino, Francesco: il primo Papa in visita in una Chiesa Valdese


22 giugno 2015

- Visita del Papa a Torino - Papa Francesco, a circa 800 anni dalla scomunica di Valdo di Lione, varcherà oggi la soglia di una Chiesa riformata valdese. Ad accoglierlo ci sarà il moderatore della Tavola valdese, Eugenio Bernardini e il pastore di Torino, Ribet. Per lo storico avvenimento saranno presenti anche esponenti dell'evangelismo italiano, tra cui metodisti, luterani, battisti e avventisti.

Bernardini sottolinea come l’invito al Pontefice sia stato preparato da vari decenni di esperienze ecumeniche a svariati livelli, non solo all’estero ma anche nel nostro paese. Tuttavia, in una intervista a Repubblica, il moderatore della Tavola valdese, non nega che la salita al soglio petrino di Bergoglio è stato un evento decisivo per la riapertura del dialogo:

"Il ministero di Papa Francesco è obiettivamente un modo nuovo d'intendere il papato, un qualcosa di diverso dai pontificati precedenti e che ha contribuito a questo avvicinamento, seppure un dialogo era aperto da tempo e con i suoi frutti. Importante per noi è stata la scelta del nome, Francesco in ricordo di Francesco di Assisi che fece una scelta di povertà, la stessa scelta che diede origine al nostro movimento circa quaranta anni prima della vicenda dello stesso santo di Assisi"

Dunque, è in particolare sul tema della povertà, che il Papa ha messo al centro della sua opera pastorale, che la comunità valdese e il mondo cattolico possono recuperare una "fratellanza". E' giusto usare questo termine, perché oggi non assisteremo ad uno dei tanti incontri informali, avvenuti già più volte nel corso degli anni, a partire dal pontificato di Paolo VI. Oggi si suggellerà una reale riappacificazione nel capoluogo piemontese, dove suonarono le campane a morto nel 1853, quando venne inaugurato il tempio valdese.

D'altro canto, che ci fosse aria di svolta, è stato già certificato dalle parole di Francesco, pronunciate nella famosa intervista a Eugenio Scalfari nel luglio 2014. In quell'occasione il Papa definì i vladesi: "religiosi di prim'ordine".

Ovviamente, le aperture di entrambe le parti non cancellano le differenze. Ma Bernardini sottolinea che il Papa è "interessato a ciò che già ora ci unisce piuttosto che a ciò che ci divide". E l'unità, come emerso nella prima Assemblea ecumenica europea, può essere sancita su temi che uniscono tutti i cristiani: giustizia, pace e integrità del Creato.

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