Mafia Capitale: Matteo Orfini "sotto protezione" per motivi di sicurezza

Fonti della Prefettura parlano di un "accompagno" al Presidente Pd

ballaro orfini

A Matteo Orfini, Presidente e Commissario straordinario del Partito Democratico, è stato assegnato "un accompagno", "una misura di protezione". Non si tratta esattamente di una scorta, ma, in ogni caso, è un segnale indicativo di quello che sta accadendo dopo la deflagrazione dello scandalo di Mafia Capitale.

A diffondere la notizia è l'Huffington Post , che cita fonti della Prefettura. La misura si sarebbe resa necessaria per ragioni di sicurezza, visto che l'esponente dem. è impegnato nella lotta ai clan e nella "bonifica" del Pd romano. A tale riguardo, ricordiamo che sabato scorso Fabrizio Barca, ha presentato una relazione, che mette parecchio in imbarazzo il partito del premier, Matteo Renzi. Secondo, l'ex ministro montiano, in 27 circoli (su 108) della Capitale prevarrebbero interessi particolari che sovrastano o annullano gli interessi generali. In altre parole, ci sarebbe un nutrito gruppo di sezioni "fuori controllo", permeabili alle infiltrazioni della criminalità.

Orfini, per parte sua, si è già impegnato a far dimettere il presidente del X Municipio (Ostia) Andrea Tassone. Quest'ultimo è stato poi arrestato nell'ambito di una maxi retata il 4 giugno scorso. E' stato il primo caso in cui il Pd è arrivato prima della magistratura.

Sia Orfini sia Barca non hanno mai messo in discussione l'integrità e l'estraneità ai fatti di Mafia Capitale del sindaco di Roma, Ignazio Marino, che ieri ha respinto con durezza le accuse della destra nei suoi confronti. Tuttavia, il Presidente del Pd, pur rimandando qualsiasi decisione al Prefetto, secondo i rumors, starebbe cedendo alla "linea dura". Dello stesso avviso sarebbe anche il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, che, in un'intervista a SkyTg24, con tutta la diplomazia del caso, fa capire che da Palazzo Chigi stanno perdendo la pazienza: "I cittadini chiedono che Roma sia gestita bene. Marino deve essere all'altezza di questa sfida e deve gestire questo passaggio difficile. Solo lui può sapere se se la sente".

Il punto, però, è un altro, ed è squisitamente politico. Se è vero che le maggiori responsabilità di Mafia Capitale vanno attribuite alla giunta Alemanno e che la corruzione del Pd romano non è un problema nato con l'ascesa alla segreteria del rottmatore e con l'elezione di Marino a primo cittadino, rimane il fatto che non si è agito con tempestività nell'ultimo periodo. Quello che in pochi hanno il coraggio di dire, infatti, è che Renzi, che ha deciso di conservare la segreteria anche da Presidente del Consiglio, non ha saputo gestire al meglio il partito. Negli ultimi mesi, sarebbe stato richiesto un impegno maggiore sul territorio, capace di prevenire le "anomalie" e di guadagnare consensi, cosa che come si è vista non è avvenuta con le passate amministrative.

Per quanto riguarda Orfini, nessuno ha dubbi sulla bontà del suo lavoro di "riorganizzazione". Ma, allo stesso tempo, bisognerebbe riflettere sul fatto che il Presidente del maggiore partito italiano ha dei problemi con la sua sicurezza personale a causa di certe collusioni tra la criminalità e il suo stesso partito. E questa non è una situazione normale in una democrazia che funziona.

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