Gli americani hanno spiato per anni i presidenti francesi, l'ira dell'Eliseo

La Nsa ha spiato tre inquilini dell'Eliseo, le rivelazioni dell'inchiesta del quotidiano Libération indignano la Francia.

Le rivelazioni del quotidiano Libération, autore dell'inchiesta in collaborazione con Mediapart, hanno scatenato una vera e propria bufera in Francia. Secondo il quotidiano, che ha pubblicato dei documenti ottenuti da Wikileaks, gli Stati Uniti hanno spiato per almeno un decennio gli inquilini dell'Eliseo, da Chirac a Hollande, passando per Sarkozy, il periodo in questione va dal 2006 al 2012. Così anche la Francia, dopo la Germania, si ritrova con la spiacevole sensazione dell'essere stata sotto il controllo di un alleato. Nei documenti pubblicati c'è di tutto, conversazioni telefoniche, email, intercettazioni ambientali, fino ai numeri di telefono di molti funzionari del governo, compresi quelli personali dei tre presidenti in questione.

I documenti ottenuti da Wikileaks sono cinque rapporti tutti classificati come Top Secret intitolati "Global SIGINT Highlights", l'accesso è riservato agli americani, soltanto due di questi, i più vecchi sono stati messi a disposizione anche di altri paesi tra cui Canada e Regno Unito. Dentro ci si trova di tutto, si scopre come nel 2006 Chirac aveva spinto la candidatura di un suo candidato per il posto di sottosegretario aggiunto delle Nazioni Unite, ma anche come l'allora ministro degli esteri Philippe Douste-Blazy fosse ritenuto una persona con la propensione a fare "dichiarazioni inesatte e inopportune". Nel 2008 invece Sarkozy si riteneva l'unico uomo capace di portare l'Europa fuori dalla crisi, in virtù anche del semestre di presidenza francese dell'Unione Europea.

Il documento più recente risale al 22 maggio del 2012, pochi giorni dopo l'insediamento di Hollande all'Eliseo. All'interno ci sono le preoccupazioni della Francia per un'eventuale uscita della Grecia dal'euro, ma anche l'inquietudine di Jean-Marc Ayrault che aveva timore che Angela Merkel scoprisse di alcuni incontri tra i francesi e l'opposizione tedesca alla cancelliera. In generale non ci sono rivelazioni scottanti, ma viene confermato l'interesse degli americani per la Francia e in generale per i paesi europei. Non è chiaro come queste intercettazioni vengano fatte, ma si pensa che la centrale operativa sia l'ambasciata americana a Place de la Concorde a Parigi. L'ultimo piano del palazzo bianco sarebbe in realtà una vera e propria stazione di spionaggio, con tanto di finte finestre a mascherare il vero utilizzo di quella parte del palazzo che si trova a pochissima distanza in linea d'aria dall'Eliseo e da molte altre ambasciate.

La notizia ha provocato la reazione dei francesi, Hollande ha convocato un consiglio di sicurezza per oggi ma non ha rilasciato al momento dichiarazioni, limitandosi a dire "vedremo di cosa si tratta". Sarkozy, un po' come la Merkel a suo tempo, ha parlato di "comportamento inaccettabile in generale e ancora di più tra alleati". Il primo commento da Washington è per il momento molto vago, non viene smentita l'attività di spionaggio del passato ma assicurano che in questo momento il presidente Hollande non è sotto controllo, rassicurazioni ottenute dallo stesso presidente nel 2014 quando aveva fatto visita alla Casa Bianca e aveva incontrato Obama.

François Hollande

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