Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, prove tecniche di intesa politica

Ieri sera l'incontro ad Arcore tra il pasionario leghista e l'aspirante statista: Europa, tasse e migranti i possibili punti dell'intesa

Il leader della Lega, Matteo Salvini, e l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si sono incontrati ieri sera a Villa San Martino ad Arcore, nel cuore della Brianza, per una cena politica durata oltre tre ore.

Con i due leader politici c'erano i cosiddetti "sarti" dei due schieramenti, gli "ufficiali di collegamento" tra Forza Italia e la Lega Nord: l’eminenza grigia del Carroccio Giancarlo Giorgetti e l’ex europarlamentare Licia Ronzulli.

Sono tanti i temi sul prestigioso tavolo della nuova "destra moderata" italiana: dall'immigrazione alle tasse, dall'Europa all'Euro, dall'economia al mercato del lavoro; intercettato dal Corriere della Sera all'uscita da Villa San Martino, Matteo Salvini ha così riassunto i temi dell'incontro con l'omologo forzista.

"È stata una chiacchierata utile abbiamo parlato di temi concreti e ci siamo trovati d’accordo, prima di tutto su Renzi: è pericoloso e quindi stiamo parlando di costruire un’alternativa seria con chi ci sta. Chiunque ci dà una mano a mandarlo a casa è benvenuto. Poi c’è intesa sulla riduzione del fisco e sull’adozione della flat tax. Anche su un tema come l’Europa non siamo distanti, così come sullo stop all’immigrazione. Berlusconi adesso andrà in Russia a incontrare Putin per esprimergli la sua contrarietà alle sanzioni imposte dall’Europa. Ripeto, è stato utile, poi chi vivrà vedrà"

non esattamente un'apertura, quella di Salvini, ma certamente una importante dichiarazione d'intenti, che politicamente ha un valore quasi fondamentale, sopratutto perchè il leader leghista è ancora alle prese con il dubbio dicotomico che, dicono alcuni collaboratori, lo attanaglia da qualche settimana: candidarsi a sindaco di Milano o attendere e battagliare alle elezioni politiche contro Matteo Renzi in qualità di leader della destra italiana?

Un dubbio amletico che attualmente è ancora impossibile da sciogliere, complice la polverizzazione della destra e del centrodestra, un fenomeno occorso a sinistra diversi anni fa e che certamente ne ha caratterizzato le sorti negli anni. Un panorama che Salvini ha contribuito a confondere non poco: da quando è diventato leader del Carroccio ha dato vita a Noi Con Salvini, Sovranità, ha parlato del "Front National italiano" ed oggi riapre a Berlusconi.

Il primo problema per il nuovo asset del centrodestra è tutto siciliano ed ha nome cognome e ruolo istituzionale: si chiama Angelino Alfano e, anche se a livello di consenso politico sembra fare la parte della formica, occupa uno spazio politico sostanzialmente nel mezzo tra Forza Italia e Lega Nord: NCD, legato a valori tradizionali ma dichiaratamente liberali (il classico monstrum politico destrorso italiano, nulla di nuovo nel panorama politico), nonostante le percentuali è certamente un attore con il quale Lega e Forza Italia dovranno fare i conti.

Su un possibile avvicinamento Salvini è categorico: "Non l’abbiamo fatto quando eravamo al 4 per cento, figuriamoci ora", ma in Forza Italia (e in NCD) c'è qualcuno che invece non ha dimenticato la passata amicizia e militanza politica, dopo l'ulteriore indebolimento del partito personale di Berlusconi, fiaccato dalla faida con i Responsabili fittiani.

Attorno ai due leader ci sono sempre i vecchi volponi della politica della Seconda Repubblica, corifei che un tempo facevano la parte del leone e che oggi si trovano a fare quasi i notisti politici interni agli schieramenti: sia Renato Brunetta che Umberto Bossi, per dire due nomi, si dicono fiduciosi del fatto che un alleanza, alla fine, si farà.

Dipende tutto dai nuovi equilibri. E dagli interessi che Berlusconi riuscirà a solleticare in Salvini, su tutti l'amicizia con Vladimir Putin.

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