Stefano Fassina, arriva la conferma: "Lascio un Pd prono alla Finanza e a Marchionne"

Con lui anche Monica Gregori. Lo strappo si è consumato su tutta l'azione di governo: scuola, riforme e Jobs Act

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15.00 - E' ufficiale: Stefano Fassina lascia il Pd. Dopo la frenata di ieri sera, l'ex viceministro dell'Economia del Governo Letta ha deciso che l'atteggiamento di Renzi sul ddl scuola non rende più possibile la sua permanenza nel partito.

In conferenza stampa alla Camera dei deputati, Fassina ha detto:

"Ieri in una sede del partito di Capannelle ho, con sofferenza, annunciato che ho lasciato il Pd. "L'ho fatto in un circolo della periferia romana perché lì sono le mie radici, le persone che dobbiamo rappresentare e le persone a cui devo dare risposte [...] La scelta di mettere la fiducia sul ddl Scuola è una scelta grave e insostenibile per il Pd"

A dire addio ai dem. c'è anche Monica Gregori. A nome di entrami, Fassina ha ribadito:

"Continueremo a essere in Parlamento con spirito positivo, non passeremo all'opposizione. Nelle prossime ore formalizzeremo la scelta con una lettera al capogruppo Rosato e alla presidenza della Camera"

Le motivazioni delle dimissioni dal gruppo sono da attribuirsi, secondo i due parlamentari, non solo alla Riforma della Scuola, ma anche al Jobs Act, alle Riforme costituzionali, all'Italicum. E sul suo nuovo partito a gestione Renzi, l'ex esponente di minoranza ha ribadito che ha totalmente smarrito la sua missione:

"sempre più attento all'establishment e a Marchionne, alla finanza internazionale, ai rappresentanti di un management che sempre più invade le strutture dello Stato"

Se Fassina, insieme a Sergio Cofferati, confluirà nel nuovo soggetto politico di Pippo Civati, Possibile, non è ancora dato saperlo.

Stefano Fassina: "Lascio il Pd". Poi frena: "Non ho ancora lasciato il Pd"


24 Giugno 2015

- Stefano Fassina lascia il Partito Democratico? Forse. Ieri, l'ex viceministro dell'Economia del governo Letta, dopo la "minaccia" di Renzi di voler mettere la fiducia sul ddl scuola, ha detto ai militanti del circolo Pd di Capannelle che ormai la misura è colma.

Ecco cosa ha dichiarato il "bocconiano di sinistra":

"Credo che sia il momento, per quanto mi riguarda, di prendere atto che non vi sono più le condizioni per andare avanti nel Pd e insieme ad altri proveremo a costruire altri percorsi. Altri percorsi che portano non a una testimonianza minoritaria ma a fare una sinistra di governo su una agenda alternativa

Poi in tarda serata è arrivata la frenata. "Non ho ancora lasciato il Pd", ha riferito all'agenzia Lapresse.


Sembrerebbe un caso di schizofrenia politica quella di Fassina, che da tempo è in rotta su tutte le politiche economiche espresse dal governo in carica. Ma, a ben guardare, si tratta solo di uno scivolone, che dimostra una sua carenza a comunicare.

Probabilmente l'annuncio fatto davanti ai militanti di circolo locale doveva essere, nell'ottica del parlamentare dem., solo un sfogo, l'espressione di un'intenzione. Ma ha sottovalutato che qualcuno potesse diffondere le sue dichiarazioni su Youtube. Cosa che poi puntualmente è avvenuta: è stata Maddalena Messeri, presidente della direzione dei Giovani Democratici a farlo.

Tuttavia, al di là della parziale marcia indietro, sarà determinate il voto sulla scuola. Se giovedì prossimo al Senato fosse confermata la fiducia sulla Riforma scolastica, a quel punto Fassina difficilmente potrebbe tirarsi indietro. E d'altro canto è stato lui stesso ad usare parole di fuoco sull'argomento scuola:

"La scelta del governo di porre il voto di fiducia sul disegno di legge sulla scuola è uno schiaffo al parlamento e all'universo della scuola che in questi mesi si è mobilitato per un intervento innovativo e di riqualificazione della scuola pubblica [..] Il Pd mette la fiducia su un testo che contraddice profondamente il programma sul quale siamo stati eletti. Un testo ispirato nel suo principio guida alla riforma Aprea, sottosegretaria del governo Berlusconi. È inaccettabile il ricatto sulle stabilizzazioni"

Così, dopo l'addio di Pippo Civati, il nuovo Pd renziano potrebbe subire una seconda fuoriuscita nel giro di pochissimo tempo. Difficile, per ora, dire se Fassina sosterrà il nuovo progetto politico di Civati, Possibile, o se preferirà fondare un soggetto suo (più partito vecchia maniera che movimento "alla Podemos").

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